“Se le notizie di stampa saranno confermate, quello avvenuto ieri a Lettomanoppello, provincia di Pescara, ai danni di Cleria Mancini, 65 anni, è un tragico, drammatico femminicidio annunciato. L’ex marito Antonio Mancini, un pluripregiudicato, girava armato, era stato denunciato dal figlio Camillo, che aveva parlato con le forze di polizia delle violenze del padre nei confronti della madre e della famiglia e della preoccupazione rispetto al fato che possedesse un’arma, peraltro sembra rubata a un agente di polizia penitenziaria. Non solo, Antonio Mancini aveva aperto un profilo Facebook in cui si faceva chiamare Ayatollah Mancini e in cui a ben guardare sembra avesse già preannunciato i suoi intenti. Un padre-padrone come da liturgia patriarcale, contrario alla sua separazione dalla moglie come a quella del figlio, che non solo ha ucciso barbaramente per strada Cleria, ma anche cercato di uccidere il nipotino di 13 anni, probabilmente per punire il figlio. Ora le indagini faranno il loro corso ma è chiaro che si dovrà accertare come mai non si è fatto niente per fermare questo femminicida. Chiederò che anche la Bicamerale Femminicidio approfondisca questo caso”. Lo dice la senatrice del Pd Valeria Valente, componente della Commissione bicamerale di inchiesta sul femminicidio e la violenza di genere.
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