“Il disegno di legge che introduce nel nostro ordinamento il reato autonomo di femminicidio è stato già licenziato in modo unanime dalla Commissione giustizia del Senato e approderà domani in Aula, dove, se tutto andrà bene come penso, verrà approvato con il consenso di tutti. Questo a seguito di un lavoro importante di modifica e integrazioni, svolto dalla Commissione giustizia con il contributo significativo delle forze di opposizione e la disponibilità della maggioranza ad accogliere cambiamenti anche rilevanti, a partire dalla definizione della fattispecie del reato. Il testo è stato così molto migliorato, ora la parola passa alla Camera. In Aula saranno presentati ordini del giorno che mi auguro maggioranza e governo vogliano accogliere. La lotta alla violenza maschile contro le donne non deve e non può vederci divisi, come la stessa segretaria Elly Schlein ha più volte ribadito, anche se da questa maggioranza ci divide praticamente tutto, a partire proprio dalle mancate politiche per le donne o dalla loro concezione panpenalistica”. Lo dice la senatrice del Pd Valeria Valente, componente della Bicamerale femminicidio, in un’intervista al Tirreno. “Riconoscere il femmicidio- prosegue Valente – cioè l’uccisione di una donna in quanto tale o come atto di dominio, controllo, sopraffazione su di lei perché donna, o come strumento per negare la sua libertà e autodeterminazione, è un passo decisivo nel percorso di consapevolezza e giusta lettura del fenomeno della violenza maschile e al contempo nell’assunzione di quel disvalore sociale che non ammette più giustificazioni o aree di tolleranza. Il reato autonomo di femminicidio non ha valore moralizzatore e non è nemmeno solo strumento operativo per ottenere più giustizia nei tribunali, ma riconosce e legittima, rafforzandola, la lettura sociale e culturale del fenomeno della violenza maschile sulle donne, per superarla”.


Ne Parlano