‘Nella trasmissione andata in onda ieri sera, Report ha portato alla luce un documento inquietante: il dossier “The Great Reset: Restoring Member State Sovereignty in the European Union”, elaborato dai think tank dell’Internazionale nera, la destra ultraconservatrice europea, a cui fanno riferimento anche due delle forze che guidano l’attuale Governo italiano. Un testo che prevede di smantellare la cooperazione europea nella ricerca, di svuotare i programmi scientifici comuni, di sottoporre università e scienza al controllo diretto dei governi nazionali. È un programma di attacco in piena regola alla libertà di ricerca e all’autonomia accademica, che ha l’obiettivo di scardinare i grandi progetti strategici europei (dalla transizione ecologica all’innovazione tecnologica)”. Così in una nota il Senatore Francesco Verducci, membro della Commissione Cultura del Senato.
“Non è solo teoria – aggiunge – quel progetto è già entrato nell’agenda italiana. Da tre anni il Governo non finanzia nuovi piani di ricerca pubblica, non attiva reclutamento straordinario di giovani ricercatori e rischia di vanificare gli investimenti messi in campo con il PNRR. Così l’Italia resta agli ultimi posti in Europa per investimenti in conoscenza. La destra porta avanti un chiaro disegno politico: definanziare la ricerca per renderla più debole e più controllabile. Un metodo già visto altrove – nella deriva autoritaria della Ungheria di Orban – che porta isolamento internazionale degli atenei, marginalizzazione nei programmi europei e ritorno a logiche centralistiche e punitive verso chi produce pensiero critico”.
“Emerge con sempre più insistenza l’ipotesi che il Governo voglia modificare la ‘governance’ degli Atenei nominando all’interno di ogni Consiglio di Amministrazione un membro di sua diretta emanazione – conclude Verducci – Sarebbe gravissimo: significherebbe voler mettere sotto controllo dell’esecutivo le Università italiane. La Ministra Bernini smentisca questo piano che sarebbe sciagurato. L’università e la ricerca italiano hanno invece bisogno di finanziamenti strategici strutturali e di norme che ne rinsaldino l’autonomia”.