“Con l’audizione di Giancarlo Caselli
la Commissione Antimafia ha vissuto un momento di grande
rilievo. L’esposizione dell’ex Procuratore Capo di Palermo e di
Torino, rigorosa e autorevole, ha già consentito di ricostruire
il quadro nel quale maturarono la strage di Via D’Amelio e poco
prima quella di Capaci. Due stragi che posero fine alla vita di
due valorosi magistrati come Borsellino e Falcone, e delle
persone delle loro scorte. Con le loro indagini assestarono
colpi durissimi alle mafie, avviando la strada di storiche
sconfitte della criminalità organizzata. Due stragi inserite
anche in uno scenario nel quale le mafie cercavano nuovi
referenti politici. L’audizione di Caselli potrà continuare,
compatibilmente con il calendario parlamentare e quello dello
stesso ex-magistrato che ringraziamo anche per essere venuto in
persona da Torino, nonostante le condizioni di salute. Caselli
ha confermato quanto non sia possibile e quanto depistante sia
ridurre le cause della strage di Via D’Amelio al solo filone
mafia e appalti, riducendo e minimizzando il quadro dello
stragismo, i rapporti mafia-politica, come hanno cercato di far
passare due sconcertanti audizioni, come quelle dell’ex Generale
Mori e dell’ex Colonnello De Donno. L’audizione ha visto anche
le parole sguaiate e irrispettose da parte del sen. Gasparri,
che ha usato toni intimidatori che spesso lo contraddistinguono.
Ma è difficile che Caselli, che nella sua vita non si è fatto
intimidire né da terroristi né da mafiosi, si faccia intimidire
dal senatore di Forza Italia”. Così Walter Verini, capogruppo PD
in Antimafia.


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