“Cuba e’ allo stremo, sta muorendo
nell’indifferenza del mondo. Non possiamo permetterlo”. Lo
afferma in aula il senatore del Pd, Walter Verini.
Verini aggiunge: “Cuba non e’ una minaccia militare per gli
Stati Uniti. Colpire Cuba non serve a rendere l’America piu’
sicura. E’ un messaggio al mondo: il diritto internazionale e’
un’opzione. Quando serve? Mai. Si distrugge. Il multilateralismo
e’ un fastidio, la cooperazione e’ debolezza; e’ una visione che
non costruisce stabilita’ ma rancore.Per questo chiediamo che
l’Italia e anche l’Europa dicano qualcosa. Basta con questo
strangolamento. Dica qualcosa il Governo, parli il Ministro
degli esteri e si promuovano subito interventi umanitari, per
aiutare non un regime, ma un Paese e le persone che a Cuba
vivono davvero allo stremo delle proprie forze”.(AGI)Mal (Segue) Cuba: Verini (Pd), non e’ minaccia per Usa, Italia e Ue parlino (2)=
(AGI) – Roma, 11 feb. – Verini prosegue: “Abbiamo un debito di
riconoscenza nei confronti di Cuba: siamo stati noi, qualche
Regione italiana – il Veneto, la Calabria – a chiedere e
ottenere aiuto a medici e sanitari cubani per far fronte a
emergenze della nostra sanita’. Da tanto tempo questo Paese e’
in grave difficolta’ economica e sociale, anche per i fallimenti
di quel regime che, dai tempi della rivoluzione contro il regime
coloniale e corrotto di Fulgencio Batista, non e’ stato certo un
esempio di rispetto dei diritti e della democrazia, che ha
violato; ma non e’ di questo che vogliamo parlare. Cuba e’ in
crisi anche per decenni di blocco economico e commerciale da
parte degli Stati Uniti, dagli anni della rivoluzione, della
crisi dei missili e della Baia dei Porci. Oggi Trump non puo’
invadere questo Paese, costerebbe troppo in termini militari e
politici, ma lo vuole uccidere, usando lo strangolamento
energetico. A L’Avana ci sono 10-12 ore al giorno di blackout e
nel resto del Paese si arriva a 18-20. Gli aerei non possono
piu’ atterrare, non possono piu’ fare rifornimento a terra;
mancano generi di prima necessita’, i medicinali non si trovano,
eppure la sanita’ cubana era una di quelle cose che li’
funzionava. Il turismo e’ morto, non quello vergognoso sessuale,
una vergogna praticata da uomini bianchi agiati di Paesi ricchi.
Parlo del turismo di chi voleva visitare Cuba per il mare di
Varadero, per la bellezza dell’Havana, sulle tracce di
Hemingway, della sua bodeguita, per la musica dei Buena Vista
Social Club e anche sulle tracce di una rivoluzione cui prese
parte, con Fidel Castro, anche Ernesto Che Guevara. Trump usa,
anche in questo caso, il mantra della sicurezza: e’ una di
quelle balle che questa minaccia vivente per gli Stati Uniti e
per il mondo diffonde per motivare i suoi assalti all’ordine
internazionale; la sua visione del mondo fondata sulla forza e
non sul dialogo”.


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