“Sbaglia gravemente, secondo noi, il ministro Nordio a rispondere con fastidio alle serie preoccupazioni sollevate dalla Presidente della Regione Sardegna, dalla Garante dei detenuti di quella regione, da parlamentari (come già Marco Meloni del PD) in merito al prossimo trasferimento di circa 90 detenuti al 41bis nel carcere di Uta, vicino Cagliari. Sbaglia, ignorando l’impatto di un così grande numero di detenuti che, per lo speciale, rigido trattamento cui sono sottoposti in quel regime, richiedono condizioni carcerarie che non ci sono, agenti di polizia specializzati, personale sanitario dedicato. Nordio non può ignorare che in quell’Istituto (dove c’è anche una sezione femminile) già non si è in grado di reggere la gestione di 750 detenuti, per problemi di spazi, personale specializzato, polizia penitenziaria. Alle giuste preoccupazioni, Nordio risponde con formalismi, ignorando la realtà. Che poi è quella di tantissime carceri italiane. E’ stato ieri lo stesso Presidente Mattarella, in visita a Rebibbia, a scuotere le coscienze di tutti su questo tema. Ma il Governo, con scarso rispetto anche dell’articolo 27 della Costituzione, sbatte la porta ad ogni richiesta di detenzioni che non siano vendetta o trattamento disumano e degradante, che si ispirino ai principi della pena certa, ma anche dell’umanità del trattamento, della rieducazione e del reinserimento nella società. Nordio e questo Governo ignorano l’appello del Presidente, come hanno ignorato e sconfessato persino quelli di esponenti della destra come il Presidente del Senato. E’ molto grave. E’ irresponsabile. Uta non deve essere l’ennesima puntata di una serie infinita di incivile insensibilità”. Così Walter Verini, segretario Commissione Giustizia del Senato e Capogruppo PD in Antimafia
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