“Non sarà certo l’Antitrust a risolvere questo pasticcio: i test restano, la selezione è solo rinviata di qualche mese e i corsi online del primo semestre non garantiscono una formazione adeguata. Era chiaro fin dall’inizio che la cosiddetta abolizione del numero chiuso a Medicina fosse solo un’operazione propagandistica, destinata a produrre più problemi che soluzioni. Oggi ne abbiamo la conferma: proliferano i corsi privati, che il governo prometteva di limitare, e gli atenei stanno vivendo una situazione di autentica disperazione, costretti a gestire un flusso di iscrizioni del tutto insostenibile senza che il ministero abbia predisposto alcun piano reale. Il governo, consapevolmente, ha scaricato il peso del disastro sulle università e sulle città, che si trovano senza strumenti adeguati per affrontarlo”. Lo dichiara la senatrice Pd Ylenia Zambito, componente della commissione Sanità.
“Non si tratta soltanto di posti in aula, già del tutto insufficienti. Parliamo di strutture universitarie collocate dentro o accanto agli ospedali, dove la carenza cronica di parcheggi è già un problema quotidiano per i pazienti e ora rischia di diventare ingestibile con migliaia di studenti in più. E a questo – sottolinea la senatrice Pd – si aggiunge un sistema di trasporti pubblici del tutto inadeguato: autobus insufficienti, collegamenti scarsi, orari incompatibili con la vita universitaria. Il risultato è che i ragazzi e le loro famiglie sono stati illusi, dirottati verso i corsi online a distanza che la Ministra aveva promesso di evitare, mentre le università si trovano con carichi logistici e organizzativi impossibili da reggere. Il governo deve ammettere il fallimento di questa improvvisazione e capire che l’università non può essere trattata come terreno di slogan elettorali. Servono – conclude Zambito – programmazione seria, risorse vere e rispetto per chi studia e per chi insegna.”


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