“Le primarie non sono un concorso di bellezza”, dice la senatrice dem Sandra Zampa. “Se sono mal fatte diventano un tabù. Ma non sono un concorso estetico. Piuttosto, sono una competizione di idee. Con regole rigorose e il coinvolgimento più largo possibile”. Giuseppe Conte ha fatto male a parlarne? “Conte ha fatto molto male al centrosinistra perché le ha proposte ora”. Certo il Pd gli è andato dietro. “A riprova di quanto questo Pd non possa andar lontano”. Il senatore Filippo Sensi la prende da un punto di vista più laterale: “Io non sottovaluterei la forza delle primarie”, dice al Foglio. “Se agli italiani dai il telecomando, loro cambiano canale, com`è accaduto per l`ultimo referendum”. Intanto, però, leggiamo i sondaggisti. Gli oracoli che, dopo la baraonda referendaria, sembrano riscoprire sicurezza e stima di sé. Al di là delle ipotesi, tutti dicono che Conte è più magnetico di Schlein. Perché? “Conte ha dalla sua di essere già stato a Palazzo Chigi. L`avvocato è di per sé un brand, è molto connotato”, dice con un filo d`ironia Sensi. “Ha la sua giacca, la sua pochette, l`aplomb da premier persino alle manifestazioni per Gaza. E questo sicuramente gioca in suo favore. Dopodiché, non concordo con l`idea che siano primarie già scritte. Anzi, il Pd è senza dubbio il primo partito anche per la sua diffusione capillare sul territorio. Tutto dipenderà dalla cornice della competizione, dalla sua ingegneria”. “Conte non vincerà le primarie”, commenta Sandra Zampa. Che aggiunge: “Ha fatto soltanto del male nell`aver aperto, adesso, a a un`ipotesi che ha bisogno di un lungo e profondo chiarimento”. Chiediamo anche a lei, già sottosegretaria alla Salute del governo Conte II e portavoce – la chiamano “voce” – di Prodi, perché il leader del Movimento sembri baciato dal fortuna. Se non sia proprio il suo trasformismo – o la promessa di mutare al governo l`asso nella manica che rassicura gli elettori. “Conte ha una capacità di adattamento evidente, non c`è dubbio”. E` per questo che è più magnetico? “Direi che ha molti volti. Dal canto suo, il Movimento ha tutt`altra storia rispetto al mio partito. Alle sue radici nobili e antiche che quest`alleanza non valorizza ma ignora tristemente”. Il Pd imita il Movi- mento? “Sì. Lo segue nella sua natura di forza d`opposizione populista che proprio non si confà ai democratici. La cui ambizione è il governo. La capacità di proporre e non soltanto di contestare. La forza di delineare, fin nei dettagli, le proprie alternative. Ecco, misurarsi con il governo significa confrontarsi con una pubblica amministrazione che spesso si oppone a qualsivoglia riforma, in questo paese. Significa avere determinazione e capacità di guidare, più che di essere guidati come i Cinque stelle. Il populismo è la loro forza, non la nostra. La nostra è la mediazione. Ma ormai, cosa posso dire? Forse sbaglio, ma penso che su questa china – la linea di Schlein – non vinceremo mai le elezioni”. Chissà. Ma torniamo adesso alle primarie. Lei, Zampa, pensa siano lo strumento giusto al momento sbagliato. Perché? “Perché se il confronto è tra nomi, allora non interesserà a nessuno, men che meno all`elettorato giovane che ha invece partecipato al referendum. Serve una competizione di idee e un accordo non sul programma di coalizione, che si definisce dopo le primarie, ma sui cardini e sul perimetro dei valori. Nulla di tutto questo c`è ancora stato. Su che cosa ci si sfida, mi domando. Sulle totali divergenze? O magari su chi è vestito meglio o su chi parla meglio l`inglese?!”. Pochette contro tinte pastello? “Ciò detto, benché i tempi siano cambiati, e non siamo più nel 2005, io credo nelle primarie. Se per esempio si riavvolge il nastro al tempo di Prodi, si scopre che c`erano nostri leader importanti, nonché autorevoli organi di stampa, convinti che sarebbero andate a votare 500 mila persone. Furono milioni”. “Non sono un vecchio arnese”, dice ancora Sensi. Ma soprattutto: “Quando saranno, non si tratterà di un pranzo di gala. Bene sarebbe, per dire, che Schlein puntasse contro l`indeterminatezza di Conte. Lui punterà al reddito di cittadinanza, che fa parte della sua constituency e fa presa al Mezzogiorno. Nella sua Puglia e nella Campania di Roberto Fico”. E lei? “Lei dovrebbe appunto contrastare l`indeterminatezza politica di lui”. Giuseppe il proteiforme? “Giuseppi, l`amico di Trump. Conte che va a colazione con Zampolli. L`uomo che sempre oscilla tra destra e sinistra. Che non si sa bene dove va”.
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