Giorgia Meloni «si è isolata e ha fallito». Pensa di uscire dall`angolo «aumentando il debito italiano e acquistando armi dagli Stati Uniti» senza lavorare a «un piano di difesa europeo». Alessandro Alfieri, capogruppo Pd in commissione Esteri in Senato, considera un errore la posizione che l`Italia assumerà durante il vertice della Nato ad Ankara.
La premier prometterà un incremento delle spese militari di circa 19 miliardi in due anni. Cosa ne pensa?
«Ormai è tutta tattica. Dopo le piazzate per cui abbiamo fatto il giro del mondo adesso la presidente del Consiglio cerca di riannodare i fili con Donald Trump».
Quindi l`aumento delle spese militari sarebbe la risposta dell`Italia agli Stati Uniti?
«Questi continui stop and go nel rapporto con l`America non fanno bene. Ma tutto nasce da un errore fatto a monte».
Quale?
«Il governo avrebbe dovuto costruire con gli altri leader europei, come per esempio ha fatto Sanchez in Spagna, una richiesta di riequilibrio delle spese legate alla sicurezza, che oggettivamente sono state sbilanciate e prevalentemente assunte dagli Stati Uniti».
Quindi anche l`Europa ha le sue responsabilità?
«L`Italia avrebbe dovuto fare fronte comune e non sottoscrivere l`obiettivo del 5% sperando di rabbonire e lusingare Trump perché è una cifra irraggiungibile e irrealistica. Stiamo parlando di 80 miliardi a regime, quasi i due terzi di quanto spendiamo per la sanità nel nostro Paese e più di quanto spendiamo per l`istruzione dei nostri figli».
Quindi non bisogna spendere per la difesa?
«Vanno fatti investimenti per costruire una difesa europea. È necessario investire nei programmi comunitari che facciano lavorare insieme le industrie perché in questo momento, a livello europeo, abbiamo duplicazioni di spese».
Meloni dice no all`utilizzo dei fondi Safe per le spese militari, il ministro Guido Crosetto è più aperturista. Come opposizione insisterete per lo sblocco?
«Noi siamo contrari ad aumentare i bilanci nazionali nel settore della difesa: è un errore chiedere flessibilità a livello europeo per acquistare armi e non per sostenere le famiglie e le imprese. Finiremmo per acquistare più armi dagli Stati Uniti. Dobbiamo invece investire sulla costruzione della difesa europea utilizzando strumenti come il Safe, che spingono a lavorare insieme e a costruire in prospettiva un`industria della difesa a livello comunitario».
Il Pd quindi voterà in Parlamento contro l`incremento delle spese militari?
«Abbiamo già detto che siamo contrari se fatto solo a livello nazionale. Dobbiamo invece investire a livello europeo nello spazio, nella difesa aerea contro i missili balistici e contro i droni, e per difenderci dalle minacce cyber. Meloni, che ha pensato di fare da ponte in maniera velleitaria, ha miseramente fallito. L`Italia deve stare nel gruppo di testa dei Paesi europei per investire sull`autonomia strategica del nostro continente e sul pilastro europeo della Nato».


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