«L’escalation della criminalità giovanile registrata a Catania e Napoli non rappresenta una somma di emergenze locali, ma il segnale di un fenomeno più ampio che attraversa il Paese e richiede una risposta nazionale capace di coniugare sicurezza, prevenzione, educazione e inclusione sociale». Lo afferma la senatrice Enza Rando, responsabile Legalità e lotta alle mafie del Partito democratico.
«Il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura è indispensabile e va sostenuto con convinzione, ma la repressione da sola non basta se non si interviene sulle cause che alimentano il disagio e rendono molti adolescenti vulnerabili al richiamo della violenza e della criminalità», aggiunge.
Secondo Rando, dispersione scolastica, povertà educativa e aumento dei giovani che non studiano e non lavorano indicano che il problema è anzitutto sociale ed educativo. «Le organizzazioni criminali prosperano dove mancano opportunità, le famiglie sono lasciate sole e i ragazzi perdono fiducia nel futuro».
Per questo, sottolinea, «è necessario affiancare al contrasto una grande politica di prevenzione, costruendo una comunità educante stabile che coinvolga famiglie, scuola, istituzioni, servizi sociali, Terzo settore, università e associazionismo».
«Le mafie continuano a trovare terreno fertile nella fragilità sociale, nell’abbandono e nella mancanza di prospettive. Serve un grande piano nazionale contro la povertà educativa e la dispersione scolastica, perché investire in istruzione, cultura, sport e lavoro significa costruire sicurezza. La legalità non nasce soltanto dalla repressione, ma dalla capacità delle istituzioni di offrire ai giovani un’alternativa concreta alla criminalità», conclude Rando.


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