“Il nostro obiettivo è quello di fare tutto il possibile per trovare un punto di intesa che ci consenta di stare dentro questo percorso e non tirarci fuori”.
Così, il senatore del Pd Alfredo BAZOLI, chiarisce la posizione sul ddl Fine vita, su cui il gruppo dem è al lavoro per la preparazione degli emendamenti. Si lavora – spiega – sostanzialmente in due direzioni.
“Una parte è finalizzata a ripristinare un impianto di legge un pochino più robusto, anche utilizzando come modello la mia proposta di legge”, chiarisce.
Un’altra parte sarà invece focalizzata “su questo testo che hanno presentato”. Emendamenti “molto più puntuali su quel tipo di impianto di legge”, focalizzati sui “nodi che riteniamo più delicati”, cioè “sul ruolo del ssn, sulla composizione e conformazione dei comitati di valutazione”, e poi “sui sei mesi prima di ripristinare una domanda e alcuni altri dettagli che vanno modificati per rendere la legge accettabile”.
In particolare, secondo quanto si apprende, il Pd proporrà delle modifche sul comitato di valutazione nazionale. “Noi vorremmo”, chiarisce BAZOLI, che ad esprimersi “fossero invece diversi comitati etici territoriali con il coordinamento nazionale”.
Inoltre, si starebbe lavorando anche a una proposta emendativa finalizzata a intervenire sul mancato coinvolgimento del sistema sanitario nazionale, su cui però la maggioranza sembra determinata a tenere il punto. Si cercherebbe, dunque, di aggirare il mancato coinvogimento proponendo l’istituzione di un fondo ad hoc, per garantire un equo accesso al trattamento per tutti gli aventi diritto.
Proprio sul punto, intanto, dovrebbero esprimersi anche i quattro esperti – Giuliano Amato, Vladimiro Zagrebelsky, Mario Esposito e Lorenza Violini – che martedì verranno auditi dalla 1a Senato, chiamati ad esprimersi sui profili di costituzionalità del ddl, a partire dall’esclusione del Ssn.