“Questo decreto interviene sui reati ambientali, introdotti da noi un paio di legislature fa. Saremmo stati anche d’accordo sul fare un lavoro unitario su questo tema. Ma per cominciare è per noi una forzatura inaccettabile e sbagliata intervenire per decreto sulla materia penale, perché la materia penale mal si presta a un provvedimento d’urgenza che non consente sufficiente meditazione anche alle aule del Parlamento. In più il decreto in questione è stato emanato l’8 agosto, è arrivato in Commissione il 3 settembre. Abbiamo avuto pochi giorni per lavorare agli emendamenti, dopo di che è successo che il governo non si è fatto trovare pronto ed è stato rinviato tutto a due giorni fa: una compressione dell’esame insostenibile. Dulcis in fundo, ieri è arrivato un emendamento del relatore che introduce il dipartimento per il Sud presso la Presidenza del Consiglio, una materia estranea al contesto del decreto, che innova l’architettura istituzionale ed è in contraddizione con quel che stanno facendo maggioranza e governo per ampliare le Zes a Marche e Umbria. Con questo emendamento, a sorpresa, si eliminano le Zes e si fa nuovo dipartimento per il Sud, come se le istituzioni e la Presidenza del Consiglio fossero proprietà privata della maggioranza di destra”. Lo dice il senatore Alfredo Bazoli, capogruppo del Pd in Commissione Giustizia, intervenuto in Aula sul dl Terra dei fuochi.
“Tutto questo – continua Bazoli – è inaccettabile ed è intollerabile che si metta fiducia non per impedire l’ostruzionismo delle opposizioni, che non c’è, ma per coprire le divisioni della maggioranza. Un modo di procedere inammissibile che conculca le prerogative del Parlamento e delle opposizioni”.