“Siamo sconcertati da un’iniziativa legislativa che viola palesemente tanti principi del nostro ordinamento, anche di natura costituzionale. Lo ha confermato Gasparri: questo ddl vede la luce per consentire alla maggioranza di togliere dalla Commissione Antimafia una persona, il senatore Scarpinato, che non la pensa come la maggioranza. Nel ddl si parla di conflitto di interessi rispetto a determinati fatti oggetto dell’indagine della Commissione Antimafia, ma non si esplicita questo concetto. Di fatto si stabilisce che la maggioranza, a suo arbitrio, possa estromettere dall’Antimafia un componente delle minoranze, impedendogli l’esercizio delle sue funzioni. Si tratta si una compressione incredibile delle prerogative parlamentari, un senatore viene rimesso alla mercé della maggioranza. Tutto questo è inaccettabile, le prerogative e la libertà di un parlamentare non possono essere compresse per legge e ciò costituisce anche un pericoloso precedente per qualunque maggioranza. Ci auguriamo che la maggioranza abbia un sussulto di responsabilità e che questo ddl naufraghi”. Lo ha detto in Aula il senatore Alfredo Bazoli, capogruppo del Pd nella Commissione Giustizia. “Questo voler togliere di mezzo il senatore Scarpinato – ha proseguito Bazoli – avviene sullo sfondo di quel contrasto che si sta verificando in Antimafia nella ricostruzione delle vicende drammatiche del periodo dello stragismo mafioso degli anni novanta. In antimafia si contrappone la lettura di chi vuole schiacciare quegli episodi solo sulla criminalità organizzata e chi invece li legge in scia con altri episodi che hanno funestato la nostra democrazia e nei quali c’è il coinvolgimento anche del terrorismo neo fascista e di pezzi dei servizi. Noi sappiamo che dentro questo scontro agiscono interessi anche opachi che puntano a indirizzare la direzione di indagine e verifica dell’Antimafia solo da una parte, senza consentire libertà di verifica delle varie ipotesi. Preoccupa che il condizionamento di questi poteri opachi riesca a permeare parte dei media e arrivi in Parlamento a condizionare l’attività legislativa”.


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