“È inaccettabile che si verifichino episodi di maltrattamento nei confronti di persone affidate alla custodia dello Stato. Le denunce relative al carcere di Opera richiedono la massima attenzione, verifiche rigorose e piena trasparenza. Esprimiamo il nostro apprezzamento per il lavoro della Polizia penitenziaria, svolto in condizioni difficilissime, ma proprio per questo ogni episodio di questa gravità deve essere accertato e affrontato con la massima serietà». Lo dichiara il senatore Alfredo Bazoli, intervenendo in Aula sull’interrogazione relativa alle denunce di maltrattamenti nel penitenziario milanese presentata dal senatore del Pd Franco Mirabelli. “Ringrazio Mirabelli per aver presentato questa interrogazione e per il lavoro svolto nel portare all’attenzione del Parlamento fatti gravi, relativi alle denunce di maltrattamenti nel carcere di Opera, che richiedono la massima attenzione e risposte puntuali. Prendiamo atto delle attività ispettive e di monitoraggio annunciate dal Governo, ma intervenire sui singoli episodi non basta se non si affrontano le condizioni strutturali delle carceri italiane. Il sovraffollamento, il disagio crescente e condizioni detentive sempre più difficili sono problemi che denunciamo da anni e sui quali il Governo continua a non dare risposte adeguate”
“I detenuti – sottollinea Bazoli -sono ormai circa 66 mila, a fronte di una capienza di circa 50 mila posti. Una situazione che compromette la dignità delle persone, rende più difficile il lavoro degli operatori penitenziari e ostacola qualsiasi percorso di recupero e reinserimento. Le condizioni di detenzione non possono essere considerate un problema secondario, né possono essere ignorate per ragioni di consenso politico”.
“Senza un intervento concreto sul sovraffollamento e sulle condizioni di vita negli istituti, il rischio è che episodi come quelli denunciati a Opera continuino a ripetersi. La tutela dei diritti delle persone detenute, il rispetto della legalità e la sicurezza all’interno delle carceri sono responsabilità precise dello Stato. Per questo la risposta del Governo è del tutto insufficiente. Sulla politica penitenziaria manca una strategia capace di affrontare un’emergenza che non è più rinviabile”, conclude Bazoli.


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