Gli emendamenti presentati dai relatori sul
fine vita al Senato sono complessivamente “un passo indietro” e “una
pietra tombale sulla possibilità di trovare una condivisione larga”
sulla legge, che così “sarebbe palesemente incostituzionale” e “contro
i principi della Corte”. Lo dice il vicepresidente del gruppo Pd a
palazzo Madama Alfredo Bazoli, che torna sulla discussione sul
provvedimento dopo l’ultima seduta al Senato.
“Sono stati fatti tre passi indietro, a fronte di uno avanti sul
fronte del Comitato etico -spiega Bazoli all’Adnkronos-. I Comitati
territoriali sono una buona cosa ma ci sarà un doppio vaglio che
duplicherà i tempi fino a 120 più 30 giorni eventuali. Inoltre, sono
state fatte modifiche sulle condizioni di accesso al fine vita con
restrizioni notevolissime rispetto alle previsioni della Corte
costituzionale”.
Ma per l’esponente dem, soprattutto, “non c’è nessun passo in avanti
sul Servizio sanitario nazionale nonostante ci sia stata, nel luglio
scorso, una sentenza della Corte costituzionale che ha detto con
chiarezza che il Ssn ha un obbligo di intervento per valutare le
condizioni e fornire mezzi per l’aiuto al suicidio. Non è
accettabile”. (segue) *FINE VITA: BAZOLI, ‘TRE PASSI INDIETRO, LASCIAMO APERTO SPIRAGLIO E PRONTI AL VOTO SEGRETO’** (2) =
(Adnkronos) – (Adnkronos) – Alle sollecitazioni della maggioranza, che
ha chiesto all’opposizione di valutare positivamente le ultime
modifiche testo, Bazoli risponde quindi con nettezza: “Se le aperture
sono contraddette, nello stesso momento, da chiusure e restrizioni
come facciamo a valutarle positivamente? Una bella pretesa, siamo al
confine con la presa in giro”.
L’iter del provvedimento prevede ora 15 giorni per gli emendamenti
alle modifiche proposte dai relatori. “Io mi auguro che si cominci a
ragionare su tutti gli emendamenti e lì vedremo se ci sono aperture o
se si ritiene di aver concluso così il lavoro -sottolinea Bazoli-. La
porta semi aperta noi la lasciamo fino all’ultimo, nel tentativo di
trovare un accordo. Non lasciamo nulla di intentato, sapendo che se si
arriverà in aula ci sono i voti segreti, previsti su alcuni temi, e
che non tutto è perduto”.