La verità è che hanno tradito il Paese», accusa Francesco Boccia, capogruppo del Pd in Senato. «Non solo non hanno mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale, ma hanno fallito su tutta la linea e gli italiani stanno notevolmente peggio rispetto a tre anni fa. Alla quarta legge di bilancio targata Meloni, gli alibi del governo sono finiti».
Perché avrebbero tradito il Paese, senatore?
«Hanno fatto il contrario di quel che avevano dichiarato: dovevano abbassare le tasse e le hanno aumentate fino al 42,8% del Pil, ai massimi da dieci anni. Dovevano cancellare la legge Fornero e hanno allungato l`età pensionabile. Dopo lo stop parziale all`autonomia differenziata, in manovra hanno reintrodotto i Lep, abbandonando le aree interne e il Mezzogiorno al loro destino, tant`è che noi faremo ricorso alla Consulta. La produzione industriale ha il segno meno in 34 mesi su 38. La cassa integrazione è passata da 400 milioni di ore del 2023 a 600 milioni nel 2025. Avevano annunciato un piano casa da 15 miliardi e non hanno messo un centesimo».
Però Meloni è andata al Tg1 sventolando un sondaggio di Affari italiani secondo cui la maggioranza degli italiani promuove la manovra.
«Già una presidente del Consiglio che si aggrappa a sondaggi farlocchi dà il senso della sua disperazione. Li hanno visti tutti i litigi, i ricatti, i testacoda della maggioranza. Il ministro Giorgetti sconfessato da Salvini, il leader del suo stesso partito. Davvero un brutto spettacolo».
Non è sempre stato così?
«No guardi, stavolta hanno superato ogni limite. Quando a inizio ottobre hanno varato la manovra in Cdm, avevano giurato che l`avrebbero approvata in Parlamento entro metà dicembre. Ora forse si chiuderà il 30, a un passo dall`esercizio provvisorio. E poi basta chiedere a un qualunque commerciante com`è andato questo Natale: un disastro, peggio dello scorso anno. Non c`è dato che non rilevi una pesante contrazione. E se non avessimo avuto il Pnrr, che vale quasi un punto di Pil, l`Italia sarebbe già in recessione».
Come fa a dirlo?
«Non lo dice il Pd, ma Istat, Corte dei conti, Bankitalia, Ufficio parlamentare di bilancio. Analisi da cui emerge che la crescita l`anno prossimo sarà pari a zero e tutti gli indicatori resteranno negativi. Sono saliti a 5,8 milioni le persone che hanno rinunciato a curarsi, un milione in più rispetto al 2024, nonostante i due decreti firmati dal ministro Schillaci per ridurre le liste d`attesa, che si sono allungate».
Il governo però vanta il record di risorse sulla sanità, mente?
«Sì perché la sanità si finanzia in percentuale al Pil e non in valori assoluti. Ma la loro propaganda inizia a mostrare la corda: in giro c`è preoccupazione e rabbia. Se sono convinti di governare bene il Paese si vedrà alle politiche. Per noi lo stanno affossando. In tre anni i beni alimentari sono rincarati del 20%: nelle grandi città, dove vive il 40% degli italiani, il costo della vita è diventato insostenibile per il ceto medio. Una maestra, un infermiere, un agente di polizia con gli attuali stipendi non ce la fanno, eppure sui salari non è stato fatto nulla. Anzi».
Anzi?
«Hanno tentato di legalizzare chi sottopaga i dipendenti e di reintrodurre il condono del 2003. È il solito premio ai furbi e agli evasori, scongiurato solo grazie alla battaglia delle opposizioni».
Dalla quarta manovra targata Meloni, che Italia viene fuori?
«Un Paese più diseguale, che penalizza sempre gli stessi — dipendenti, pensionati, giovani, autonomi, pmi— e favorisce gli amici: le big tech di fede trumpiana, i colossi energetici, banche e assicurazioni. Ma soprattutto smantella i servizi pubblici essenziali, in testa sanità e scuola, per agevolare i privati. Lo provano gli aiuti alle paritarie e alle cliniche convenzionate. Noi abbiamo una idea alternativa di Italia, delineata in 16 emendamenti condivisi da tutte le forze progressiste. La nostra battaglia continua».


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