“Intervengo in questa fase un po’ agonizzante dei lavori del Senato sul decreto commissari per porre un tema che non è legato solo al ritardo di due ore con cui si è arrivati in Aula. Questa volta il ritardo e il modo in cui i lavori sono stati condotti non sono ascrivibili a procedure farraginose o a pareri mancanti, ma al fatto che dentro la maggioranza non ci sono le stesse posizioni su temi rilevanti. In questo caso, si è verificata una grave opacità: 2,1 mld del Ponte sullo Stretto sono trasferiti sulla Cassa depositi e prestiti senza che siano state specificate le ragioni o la destinazione, con una decisione del ministero delle infrastrutture che non ha valutato le serie priorità del territorio, ma in un modo che assomiglia da vicino alla vecchia legge mancia, e la Commissione Lavori pubblici non ha potuto metter becco. Torno poi sul tema degli appalti: il codice viene totalmente derogato con la nomina di commissari sia per Anas che per Rfi, e anche in questo caso la Commissione non ha potuto dire la propria. Tutto ciò è in linea con l’opacità che la Ragioneria e il Mef utilizzano da tempo, in assenza di una legge di contabilità. Dico apertamente alla Presidenza del Senato che così non siamo in grado andare avanti con i lavori, perché le coperture dei provvedimenti non vengono decise dal Parlamento, ma in altre stanze. Domani iniziamo la discussione sul Documento di finanza pubblica senza mai avere approvato la modifica legge di contabilità. L’ultima legge di bilancio di questo governo verrà approvata senza una legge di contabilità. Chiedo alla Presidenza del Senato di difendere la dignità e le prerogative del Parlamento”. Lo ha detto in Aula il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd.
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