“Il Ministro Giorgetti ha affermato che ‘quando le tasse vengono pagate da tutti in modo equo allora il sistema funziona’.
Una frase dettata probabilmente dal contesto istituzionale della Guardia di Finanza, ma la doppiezza e l’ipocrisia del governo su questo tema sono evidenti.
Da due anni Giorgetti proclama principi solenni sull’equità fiscale e poi firma manovre costruite sotto dettatura della sua maggioranza, con norme che favoriscono elusori ed evasori e con una serie di rottamazioni divenute ormai permanenti, siamo alla quinta in questa legislatura. Tutte misure che Bankitalia, UPB e Istat hanno criticato perché minano credibilità, equità e certezza delle regole.
In queste ore la Commissione europea ha confermato i dati sulla crescita del 2025, certificando il fallimento delle politiche economiche del governo Meloni: l’Italia si ferma allo 0,4%, mentre l’Eurozona, nonostante il contesto internazionale, nel 2025 cresce dell’1,3%. È la smentita definitiva delle previsioni propagandistiche che Meloni e Giorgetti hanno ripetuto in quattro leggi di bilancio consecutive.
La verità è semplice: senza il PNRR l’Italia sarebbe già in recessione, e oggi, pur con l’Europa che riparte, il nostro Paese resta inchiodato a zero.
In questo scenario così preoccupante, invece di correggere la rotta, Giorgetti continua a proporre nuove forme di tolleranza fiscale che premiano i furbi.
L’equità non nasce da condoni ciclici, ma da una lotta seria all’evasione e da una reale progressività del sistema tributario. Sarebbe il momento di coerenza, non di slogan”.
Così Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd


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