“In un Paese dove le imprese diminuiscono i loro investimenti e il lavoro vive nell’ansia del domani, parlare di stabilità come fanno Meloni e Giorgetti da quasi tre anni è un esercizio retorico: serve il coraggio di guardare in faccia l’instabilità che viviamo e costruire risposte vere, non narrative rassicuranti come quella fatta dal ministro Giorgetti”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia a margine dell’assemblea ABI in corso a Milano.
“In un contesto in cui l’inflazione rallenta ma la crescita resta fiacca e il credito fatica a trasformarsi in leva di sviluppo – ha continuato Boccia – non basta dichiarare fiducia: bisogna generarla. Non basta auspicare sviluppo: bisogna generarlo nelle scelte quotidiane. E qui le politiche economiche del governo mostrano il loro fallimento. Perché mentre il Paese reale chiede certezze, visione e strumenti, l’esecutivo offre bonus a scadenza, tagli lineari, annunci ideologici a effetto. Manca un disegno di politica industriale. Manca una politica del lavoro degna di questo nome. Manca una strategia sul credito, che non può ridursi a slogan su banche internazionali o nazionali, cattive o buone, ma va pensata nella complessità di un mondo che cambia e chiede responsabilità. Il mondo va verso le cripto valute senza controllo e stablecoin agganciate al dollaro che alterano gli equilibri planetari e questa destra al governo guarda silente. Giorgetti racconta un’Italia che non c’è e di fronte alle richieste di Patuelli sugli investimenti produttivi dei risparmi e sul rilancio dell’unione dei mercati, come su Ires e Ace, tace. Il caos dazi prodotto dall’amministrazione USA aumenta incertezze e stabilità ma Giorgetti lo definisce ‘sintomo di un cambiamento epocale’ perché l’unica preoccupazione del governo Meloni è quella di non fare irritare Trump che intanto provoca instabilità e incertezze ovunque”.
“La verità paradossale è questa: mentre il sistema produttivo cerca di tenere insieme competitività e sostenibilità, il governo sembra più attento alla propaganda del consenso che alla fatica quotidiana di far muovere l’economia del Paese”
“Noi siamo convinti – ha concluso Boccia – che serva una svolta radicale: una politica economica capace di ricostruire fiducia, ridurre le disuguaglianze, offrire un orizzonte chiaro a chi crea valore, lavoro e futuro. Nella relazione del Ministro dell’Economia, che non è un commentatore ma dovrebbe indicare una strategia, un percorso e un orizzonte per il Paese, non c’è traccia di tutto questo”.


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