“Mentre il governo Meloni regala miliardi ai redditi più alti, 5,8 milioni di italiani – il 9,9% della popolazione – rinunciano a curarsi.
È la fotografia di un Paese rovesciato: i ricchi ricevono di più, i poveri restano soli.
I dati Istat e Banca d’Italia lo dicono con chiarezza: un dirigente o un manager guadagnerà oltre 400 euro in più dal taglio Irpef, un operaio appena 23. Una redistribuzione al contrario, che toglie a chi ha meno per dare a chi ha di più.
E mentre i salari perdono valore e la sanità pubblica crolla, il governo sceglie di premiare chi non ha bisogno.
Non è solo un errore economico, è una questione morale e politica.
La destra al governo racconta la favola del merito, ma costruisce un Paese dove la povertà diventa una colpa e la malattia un lusso.
Questa è la manovra dell’ingiustizia sociale.
Noi diciamo l’opposto: una società giusta si misura dalla libertà dei più deboli, non dai vantaggi dei più forti.
Serve una svolta radicale: più tasse a chi ha di più e meno tasse a chi ha di meno, salari più alti, sanità universale, progressività fiscale vera.
Bisogna invertire la rotta e restituire dignità al lavoro, forza allo Stato sociale, fiducia a chi oggi si sente abbandonato”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.


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