‘Meloni come Trump’

«Il 22 e 23 marzo non si vota su una norma tecnica della giustizia. Si vota per decidere se la Costituzione deve restare il porto sicuro della nostra democrazia oppure essere sventrata e diventare il terreno di conquista di una maggioranza che vuole concentrare tutto il potere.
Votare Sì significa aprire una crepa nell’equilibrio tra i poteri dello Stato che la Costituzione ha costruito con grande saggezza dopo il fascismo. Votare No significa difendere quel sistema di pesi e contrappesi che garantisce i cittadini e impedisce a chi governa di diventare padrone delle istituzioni.
Per questo chi crede nello Stato di diritto e nell’equilibrio tra i poteri deve andare a votare e votare No.
La destra prova a trasformare questo referendum in uno scontro politico contro la magistratura, ma l’indipendenza dei giudici non è un privilegio di categoria: è una garanzia per tutti i cittadini. Meloni insofferente come Trump non tollera il controllo di legalità sulla politica.
Dire No non significa difendere lo status quo. Significa difendere la Costituzione e aprire finalmente una stagione di riforme vere e condivise della giustizia, affrontando i problemi reali che cittadini, magistrati e avvocati conoscono bene: la carenza di personale, l’organizzazione degli uffici, la durata dei processi e la condizione spesso drammatica delle carceri.
Se vincerà il No lavoreremo a una riforma della giustizia condivisa con magistratura, avvocatura, accademia e forze politiche. Se invece dovesse vincere il Sì si aprirà la strada a una stagione di concentrazione del potere nelle mani dell’esecutivo, con il prossimo passo già annunciato dal governo: il premierato.
Il 22 e 23 marzo gli italiani hanno quindi una scelta molto chiara: difendere la Costituzione oppure permettere che venga piegata agli interessi di chi vuole cambiare l’equilibrio della nostra democrazia».
Così Francesco Boccia, presidente dei senatori del Partito Democratico, intervenendo alla Sala Dante di La Spezia all’iniziativa per il No al referendum sulla giustizia insieme all’ex magistrato Gherardo Colombo.


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