“Dopo le conferenze stampa arriva il testo della manovra. E con il testo arriva la verità: per distribuire mance e finanziare la propaganda, il Governo taglia sulla scuola e sulle pensioni, riduce l’Irpef per un solo anno, investe risorse insufficienti nella sanità pubblica, mentre le liste d’attesa restano interminabili e chi può è costretto a curarsi a pagamento.
Cala il velo dell’ipocrisia e il re è nudo: nessuna misura strutturale per sostenere famiglie e imprese, nessuna strategia per la crescita. Solo tagli per racimolare risorse da destinare a misure elettorali e nuove disparità fiscali tra partite IVA e lavoratori dipendenti. Ma la cosa più grave è che, per fare tutto questo, si tagliano migliaia di insegnanti alla scuola pubblica. Per la difesa si trovano miliardi, per la scuola si cercano risparmi. È questa la gerarchia delle priorità del Governo.
Proprio per difendere la scuola pubblica, per protestare contro il carovita e l’aumento dei carburanti, ieri centinaia di migliaia di giovani sono scesi nelle piazze di tutta Italia. Ragazze e ragazzi che chiedono pace, diritti e futuro e che i telegiornali del servizio pubblico, sempre più piegati alla narrazione del Governo, raccontano quasi esclusivamente attraverso gli scontri, cancellando le ragioni di una mobilitazione straordinaria. Eppure, proprio ieri, si sono moltiplicati anche gli episodi di solidarietà tra manifestanti e forze dell’ordine. La peggiore manipolazione dell’informazione è trasformare la speranza di una generazione in un racconto di paura.
Il Governo non sa più come rispondere a una protesta che nasce dalle famiglie, dagli studenti, dai sindacati e dalle imprese, che non vedono nelle scelte dell’esecutivo alcuna risposta ai problemi reali del Paese. La maggioranza preferisce alimentare la paura anziché affrontare le ragioni del malessere sociale.
Dopo quattro anni, cinque manovre e un Paese fermo a crescita zero, il Governo non può più nascondere il fallimento delle sue politiche economiche. Ha raccontato un’Italia che non esiste, mentre quella reale perde potere d’acquisto, servizi pubblici e opportunità. Questa manovra è la cartina di tornasole di quattro anni di governo di destra. Prima questa maggioranza se ne assume la responsabilità e lascia il governo, meglio è per l’Italia”.
Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.