“Fuori da qui ci sono famiglie che ogni settimana scoprono che fare la spesa costa di più. Ci sono lavoratori che hanno visto crescere tutto tranne il proprio salario. Ci sono persone che aspettano mesi per una visita o un esame e altre che hanno smesso persino di aspettare, perché hanno rinunciato a curarsi.
Famiglie che fanno i conti con le bollette, con gli sfratti, con la precarietà, con la paura del futuro. Imprese che chiedono una politica industriale, energia a costi sostenibili, certezze. Questa è l’Italia reale.
E mentre fuori da quest’Aula gli italiani contano gli euro che mancano alla fine del mese, qui da settimane voi contate i seggi. Mentre un cittadino conta i mesi per una TAC, voi aspettate la media dell’ultimo sondaggio.
E allora la domanda ritorna: state cambiando le regole perché servono all’Italia o perché servono a voi?
Questa legge non arriva dal nulla. È l’ultimo capitolo di una legislatura attraversata da una vera ossessione: il potere”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia nella dichiarazione a nome del Pd sulla riforma del legge elettorale.

Legge elettorale: Boccia (Pd), “Destra parla di stabilità ma cambia regole per paura di perdere”

“Prima l’autonomia differenziata, trasformata in merce di scambio dentro la maggioranza e poi fermata nei suoi punti essenziali dalla Corte costituzionale.
Poi il premierato, imposto proprio qui al Senato come la madre di tutte le riforme e poi nascosto in un cassetto.
Poi la riforma costituzionale della giustizia,sulla quale avete forzato il Parlamento fino al referendum, dove avete incontrato il giudice che conta più di tutti: il popolo italiano. E gli italiani vi hanno detto no. Adesso la legge elettorale.
Cambiano le riforme, ma non cambia il metodo: fare da soli, forzare, dividere e utilizzare le istituzioni come terreno di compensazione degli equilibri interni alla maggioranza.
Ma la Costituzione non è un mercato. La Repubblica non è un tavolo di scambio. E il Parlamento non è il notaio degli accordi della maggioranza.
E dite che tutto questo servirebbe alla stabilità. Ma quale stabilità?
Avete governato per quattro anni con una maggioranza parlamentare solida. Avete avuto numeri, tempo e condizioni politiche che pochi governi hanno avuto.
Se dopo quattro anni dite che per essere stabili dovete cambiare ancora le regole elettorali, allora il problema non è la stabilità.
Il problema è il consenso. Ma il consenso si conquista. Non si fabbrica.
Si conquista aumentando i salari, facendo funzionare la sanità, aiutando le imprese, restituendo speranza ai giovani”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia nella dichiarazione di voto a nome del Pd sulla riforma della legge elettorale.

Legge elettorale: Boccia (Pd), “Giorgia Meloni non si salverà con una nuova legge truffa”

“Per anni Giorgia Meloni ha costruito la propria narrazione politica sull’idea dell’underdog.
C’è qualcosa di affascinante nell’idea di chi parte da una posizione di svantaggio, combatte e vince.
Ma la prova più difficile per un underdog non è vincere. È cosa fa delle regole dopo aver vinto.
Chi è sicuro della propria forza non teme regole neutrali. Perché una buona legge elettorale è quella che sei disposto ad approvare anche sapendo che potrebbe far vincere gli altri. Questa è la differenza tra scrivere una regola e costruirsi una convenienza.
E forse è questo il punto più grave di tutta questa vicenda. Una legge elettorale non è una legge qualsiasi. È il ponte tra la volontà dei cittadini e il potere delle istituzioni. Se quel ponte viene costruito pensando prima a chi deve attraversarlo, la democrazia si indebolisce.
Abbiamo provato fino all’ultimo a correggere questa legge. Abbiamo proposto preferenze vere, parità di genere, una soglia più alta e un premio più contenuto, meno barriere alla partecipazione, rispetto della Costituzione.
Avete detto no. E allora il nostro voto non può che essere contrario.
Ma voglio dirlo con chiarezza: non votiamo contro perché vorremmo una legge che favorisca il centrosinistra.
Una legge elettorale che favorisse noi sarebbe sbagliata esattamente quanto una legge costruita per favorire voi.
Noi vogliamo una legge che non appartenga a nessuno. Perché le maggioranze passano. I governi passano. I leader passano.
Il Parlamento non appartiene ai capi dei partiti. Le istituzioni non appartengono alla maggioranza del momento. Appartengono a voi.
E una democrazia è forte quando chi governa accetta fino in fondo una possibilità semplicissima e meravigliosa: che un giorno gli elettori possano scegliere qualcun altro. È questa possibilità che rende democratico il potere.
Alla fine, dopo quattro anni, resta il bilancio politico più amaro: un Paese che non cresce, salari che non recuperano potere d’acquisto e problemi sociali aumentati. Ma l’eredità politica più inquietante prodotta dalla destra al governo è Vannacci. Lo avete candidato, legittimato, fatto crescere. Dovevate cambiare l’Italia. Avete finito per radicalizzare la destra.
Non vi salverete con una Legge elettorale Truffa”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia nella dichiarazione di voto a nome del Pd sulla riforma della legge elettorale.


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