“Tajani capo protezione civile più che ministro Esteri”
“L’informativa del ministro degli Esteri non ha affatto chiarito la direzione. Ha elencato i rischi, ma non ha indicato la strategia.
E in un momento di possibile allargamento del conflitto, l’ambiguità non è neutralità: è rinuncia ad esercitare una leadership.
Nelle parole del ministro molti dati, molte cautele, ma nessuna indicazione chiara sulla linea strategica dell’Italia. Quella di Tajani è stata una descrizione degli eventi come fosse il capo della protezione civile anziché il Ministro degli Esteri. Nessuno sentirà la mancanza di un dittatore sanguinario Khamenei ma ieri non abbiamo ascoltato una parola che portasse ad un’assunzione di responsabilità sul dopo, su quello che il nostro governo vuole fare.
Siamo preoccupati per il popolo iraniano e per tutte le popolazioni del Medio Oriente. Cosa succederà ora?
Nella parole di Tajani c’è una neutralità apparente, ma siamo di fronte ad un’allineamento sostanziale: non è mai stata esplicitata una posizione autonoma rispetto all’iniziativa americana.
Con una chiara ambiguità sull’uso della forza: si fronte a domande esplicite nessuna parola netta sul rischio di un allargamento del conflitto, nessuna delimitazione chiara di ciò che l’Italia è disposta o non è disposta a fare.
Con l’evidente assenza dell’Europa: dall’informativa non è emersa un’iniziativa europea strutturata. E l’Italia appare spettatrice di decisioni altrui, non promotrice di una linea UE”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia a Radio anch’io.