La maggioranza in Senato “vuole trasformare un dibattito che riguarda tutto il Paese in uno scontro quasi da Stato confessionale. Ma l’Italia non è uno Stato confessionale, non lo è mai stata”. Lo ha detto il capogruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia, parlando con i cronisti a Palazzo Madama. “Siamo in un ritardo enorme – ha aggiunto – e quando nel passato la laicità dello Stato è stata sovrapposta da ingerenze di varia natura, l’Italia ha vissuto tempi bui. Oggi è la stessa Cei, in modo illuminato, a chiedere alla politica di essere all’altezza di ciò che la Corte costituzionale ha già stabilito”. Boccia ha ricordato che “c’è una proposta unitaria delle opposizioni, a prima firma Bazoli, sottoscritta da tutti i gruppi”, e che “da un anno abbiamo cercato tutte le mediazioni possibili, proprio per evitare le divisioni che ci furono ai tempi del ddl Zan”. Tuttavia, ha concluso, “su una cosa non faremo mezzo passo indietro: la sofferenza non può essere privatizzata, e non può essere decisa da pochi privati chiusi in una stanza. Il diritto al fine vita deve restare dentro il Servizio sanitario nazionale”, ha detto Boccia.
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