“Colpisce che il Presidente del Senato, invece di prendere atto di un voto parlamentare, si affretti a spiegare come il Senato dovrebbe correggere una decisione assunta dalla Camera. È una concezione delle istituzioni che non condividiamo. Le Camere non sono il luogo dove si riparano gli incidenti della maggioranza o si correggono le sconfitte del governo. Sono organi costituzionali autonomi, chiamati a deliberare liberamente.”

“Oggi è accaduto un fatto politico inequivocabile: la maggioranza è andata sotto su un emendamento che essa stessa aveva indicato come decisivo. Non si è divisa l’opposizione, come hanno provato a raccontare per settimane. Si è divisa la destra. Ed è emersa tutta la fragilità del patto di potere che tiene insieme Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia.”

“Ed è bene chiarire anche un altro punto. L’emendamento Bignami era un falso sulle preferenze. Non restituiva ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti, ma manteneva il sistema delle liste bloccate con capilista blindati destinati a ruotare tra i collegi. Come se non bastasse, cancellava anche il principio dell’alternanza di genere nei capilista, compiendo un doppio passo indietro: meno libertà di scelta per gli elettori e meno qualità della rappresentanza. Altro che riforma delle preferenze.”

“Anziché immaginare che il Senato debba ‘correggere’ ciò che la Camera ha deciso, il governo dovrebbe interrogarsi sulle ragioni di una sconfitta politica che nasce interamente dentro la sua maggioranza. Le istituzioni meritano rispetto. Il Parlamento non è il notaio del governo e le Camere non sono strumenti per sanare le divisioni della destra.” Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia replica alle dichiarazioni del Presidente del Senato.


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