“Questa è la peggiore legge di bilancio dalla fine degli anni Novanta, per qualità delle scelte, per metodo e per rispetto delle istituzioni. Una manovra nata fragile e senza visione, che il governo è stato costretto a riscrivere in corsa, certificando l’inconsistenza dell’impianto originario.
All’inizio della settimana è arrivato un emendamento del Ministro dell’Economia che ha stravolto il testo, perché il governo si è accorto che la manovra non reggeva. Servivano risorse per finanziare modifiche rilevanti, in particolare a favore delle imprese, e la scelta è stata quella di reperirle mettendo mano alle pensioni. Questa è la verità politica di questa legge di bilancio.
Già nel testo base erano previsti l’innalzamento dell’età pensionabile e la cancellazione di Opzione donna. Nel corso dell’esame in Commissione si sono aggiunti il taglio delle risorse per la previdenza dei lavoratori usuranti, la riduzione del fondo per i lavoratori precoci e l’introduzione di un meccanismo di adesione obbligatoria alla previdenza complementare per i neoassunti e per chi cambia lavoro. Non si tratta di interventi tecnici, ma di scelte politiche consapevoli, che fanno pagare l’aggiustamento dei conti a lavoratrici, lavoratori e pensionati.
La verità è semplice: il governo ha ‘aggiustato’ la manovra colpendo le pensioni degli italiani.
Il testo arriva ora in Aula al Senato lunedì, con due settimane di ritardo, dopo un percorso confuso e accidentato, e proseguirà alla Camera dei Deputati, dove l’approvazione finale rischia di arrivare a poche ore dall’esercizio provvisorio. Un esito che non è frutto del caso, ma della gestione caotica della maggioranza, che ha trascinato il Paese pericolosamente vicino a uno scenario che avrebbe dovuto essere evitato.
Questa manovra esce dal Senato per quello che è: un pasticcio, corretto all’ultimo momento e pagato, ancora una volta, da chi lavora e da chi va in pensione.”
Così il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia.


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