“Dalle audizioni svolte finora in Commissione Affari costituzionali emerge chiaramente che non ci sono dati e analisi serie che spieghino il perché le quattro regioni di centrodestra chiedano ulteriori competenze legislative e amministrative in ambiti come protezione civile, sanità, professioni e previdenza complementare.
Perché quelle regioni devono avere queste ulteriori competenze?
Nessun elemento ci consente poi di valutare gli effetti concreti di una simile devoluzione, né per i cittadini delle regioni coinvolte né per quelli del resto del Paese. Perché ad esempio il trasferimento della competenza sulla dichiarazione dello stato di calamità naturale è ritenuto utile, per quelle regioni, al fine di migliorare l’efficacia dell’azione pubblica, e non lo è per tutte le altre regioni?
E lo stesso ragionamento possiamo farlo per la richiesta che viene avanzata in materia sanitaria, al fine di ridurre i vincoli sull’utilizzo delle risorse statali, sulle retribuzioni del personale e sulle tariffe. Se effettivamente ci fossero reali benefici da una maggiore autonomia gestionale per la qualità del servizio sanitario pubblico, perché limitarla a solo 4 regioni, guarda un po’ del Nord e governate dalla destra?
Abbiamo chiesto di ascoltare le valutazioni dei ministeri competenti, ma la maggioranza ha respinto la richiesta, escludendo ogni audizione dei ministri direttamente coinvolti nel trasferimento di competenze. Perché? La verità è che l’autonomia differenziata è parte di un patto scellerato di potere nella maggioranza. FDI e Giorgia Meloni, pur di portare a casa una legge elettorale che colpirà i poteri del Presidente della Repubblica e gli equilibri costituzionali di garanzia, sono disposti a svendere le prerogative delle competenze statali e a far aumentare le diseguaglianze territoriali che si trasformeranno in meno diritti e in meno servizi per tante altre parti del Paese”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.