Sul ddl concorrenza, “le opposizioni, in
maniera unitaria, hanno sottolineato come i 163 emendamenti della
maggioranza erano peggiorativi del testo base. Parliamo di un
testo incardinato in commissione a luglio, all’improvviso è
iniziata una competizione tra le forze della maggioranza a chi
inseriva più emendamenti corporativi. Sembrava più una
concorrenza tra privilegiati, una restaurazione del
corporativismo che un disegno di legge sulle liberalizzazioni.
Abbiamo detto quindi no a qualsiasi tipo di mediazione, quindi si
va in aula con voto di fiducia”.
Lo dice il capogruppo dem al Senato, Francesco Boccia al
termine della Conferenza dei capigruppo.