“Leggendo i comunicati Meloni e Rubio sembravano due persone che stavano parlando di cose diverse. La Premier ha sottolineato che l’Italia difende gli interessi nazionali, Rubio che comunque sulle basi Nato decide Trump. Mi pare che la visita di Rubio non abbia cambiato di una virgola i rapporti tra Italia e Usa, nel senso che il governo italiano non ha purtroppo difeso l’Europa e non ha detto all’alleato americano di fermarsi con i dazi perché sennò scattano le misure anticoercitive. Una cosa è il popolo americano, altra cosa è l’amministrazione Trump, che ha l’ossessione dell’Europa e l’Esecutivo invece non la difende come avrebbe dovuto fare oggi Meloni. Il governo italiano è afono e ho l’impressione che Rubio sia venuto qui solo per provare a mettere una toppa nei rapporti con il Papa e abbia dovuto aggiungere per forza di cosa gli incontri con Tajani e Meloni. Credo che Rubio se ne tornerà a casa avendo ricostruito ben poco, solo il suo albero genealogico”. Lo ha detto il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd al Senato, a “Il Rosso e il Nero” con Luxuria e Storace, su Rai Radio1.
“Inviare cacciamine a Hormuz? Stiamo dicendo da almeno 20 giorni che non è questo ciò che chiedono le imprese – ha detto ancora Boccia, rispondendo a una domanda – Gli armatori non intendono mettere a rischio gli equipaggi, il valore delle merci e delle navi, vogliono la pace. Noi chiediamo da un mese al governo di attivare strumenti di sostegno per queste aziende. Ricordo che nello stretto sono ferme 1500 navi, di cui 130 con merci italiane, per un valore di 20-22 miliardi di beni anche deperibili. La responsabilità di questa condizione di guerra è di Trump e di Netanyahu, si deve tornare a rispettare il diritto internazionale”.