Non si può più stare in silenzio” Non si può ridurre questa grande giornata di mobilitazione per Gaza ad un`adunata di facinorosi», avverte Francesco Boccia, capogruppo del Pd in Senato: «Non consentiremo alla destra di delegittimare la protesta civile e democratica di centinaia di migliaia di italiani che sono scesi in piazza per esprimere dolore e indignazione per i massacri di Netanyahu e chiedere di riconoscere lo stato di Palestina».
A Milano però la protesta è diventata guerriglia urbana con devastazioni e feriti. Non va condannata?
«La violenza va condannata sempre. E noi lo abbiamo fatto. Ma ricordo che si è manifestato in 81 piazze, in stragrande maggioranza pacifiche, partecipate da moltitudini di ragazzi, donne, anziani, associazioni, sacerdoti e con i vigili del fuoco alla testa del corteo a Roma. Ma davvero a destra pensano che siano tutti pericolosi estremisti? È grave e miope».
Vogliono strumentalizzare?
«Mi pare evidente. Parlano degli incidenti, anziché delle ragioni che hanno spinto tutte quelle persone a mobilitarsi a difesa della pace e dei diritti umani, per trasmettere un messaggio potente e chiaro al governo: l`Italia non può più restare silente, farsi complice del genocidio a Gaza. La destra indica il dito per nascondere la luna».
E quale sarebbe la luna?
«Le difficoltà del nostro governo, che non è stato capace di prendere una posizione chiara contro i crimini di Netanyahu, mentre la piazza ha chiesto scelte precise, non teatrini mediatici: riconoscimento dello Stato di Palestina, interruzione dei rapporti con Israele, tutela della Global Sumud flotilla».
Non c`è solo Milano però: a Genova è stato bloccato il porto, a Torino e Napoli è stata bruciata la foto di Meloni. Non è violenza anche questa?
«Certo che lo è, ma sono episodi diversi. Ed è un errore metterli tutti in un unico calderone per sostenere la tesi che siamo tornati agli Anni di piombo. Esasperare questa narrazione, come stanno facendo anche su Charlie Kirk, rischia di innescare una spirale che fa male al Paese. Quindi sì, sbaglia chi carica la polizia e posta le immagini dei politici a testa in giù. Ma guai a farne un fenomeno generalizzato. A Elly Schlein accade ogni giorno di essere insultata e minacciata, ma a differenza loro noi non ci lamentiamo, non alziamo polveroni».
Ci vede un tentativo di criminalizzare la piazza e quindi il dissenso?
«Certo. Perciò dico che non si può consentire alla destra di utilizzare gli scontri di Milano per raccontare un Paese che non c`è. L`Italia dell`odio che raccontano non esiste. Esiste invece, e si è visto in tutte le altre decine di piazze, un`Italia pacifica e pacifista che la destra ignora. La verità è che se il governo avesse fatto qualcosa per Gaza, forse oggi ci sarebbero state meno tensioni».
Dopodiché Meloni all`Onu ribadirà il no al riconoscimento della Palestina.
«A differenza di ben 150 Paesi che l`hanno già fatto, Meloni ha scelto come sempre di allinearsi a Trump che sostiene Netanyahu, sperando di fare affari con lui e trasformare la Striscia in un gigantesco resort. Qualcuno forse dovrebbe spiegarle che il presidente Usa è diventato il difensore degli autocrati più sanguinari, a cominciare da Putin. E che la sua sottomissione, vedasi pure i dazi, isola e fa danni all`Italia. Ma per lei vengono prima Trump e Netanyahu degli interessi italiani e europei. Prima loro, che il popolo palestinese».