“L’attuale realtà complessa dei rapporti tra Ue e Usa in questa fase storica ci porta a dire una cosa semplice ma vera, e cioè che i presidenti passano, ma i popoli restano. I danni del primo biennio di presidenza Trump sono forse irreversibili, ma non sono la causa della crisi globale che viviamo ma semmai il sintomo e per questo è bene andare alle fondamenta di questa condizione nuova. Non è tornando indietro che si può guidare processi e per questo abbiamo voluto intitolare questo momento di riflessione ‘Costruire il domani’”. Lo ha detto Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd chiudendo il seminario organizzato dai dem al Senato dal titolo “Costruire il domani. Tra Europa Stati Uniti e intelligenza artificiale”, che ha visto partecipare tra gli altri la segretaria Schlein e Bill De Blasio.
“La domanda che ci dobbiamo porre sempre – ha sottolineato Boccia e per chi stiamo costruendo l’Europa dei prossimi 30 anni. E’ questa la domanda che deve accompagnarci ed è chiaro che la questione centrale, la nuova sfida democratica del 21esimo secolo è il rapporto tra potere tecnologico e cittadinanza. Se l’Ia non è nuova tecnologia ma un’infrastruttura che influenza tutto, non ne possiamo regolamentare gli effetti ma dobbiamo governarne lo sviluppo, mettendo le mani sui modelli. Per questo la proposta del Pd e della segretaria Schlein di creare un Cern europeo sull’ intelligenza artificiale è un nostro punto fermo. L’Europa non può scegliere tra la dipendenza dalle grandi piattaforme private americane e il modello di controllo statale cinese, deve costruire una propria autonoma strategia sull’Ia, con un grande investimento in ricerca pubblica e capacità di calcolo, perché l’innovazione è un bene comune. E’ questa la sovranità europea di cui abbiamo bisogno. Il compito del Pd è poi dare il suo contributo per costruire le istituzioni della società digitale che tengano insieme i diritti universali di questo tempo, in parte antichi come scuola, sanità, trasporti, assistenza lungo tutto l’arco della vita, in parte nuovi come la trasparenza degli algoritmi, il controllo democratico e l’accesso universale ai dati, un nuovo diritto del lavoro. E’ questo il significato più profondo di costruire il domani: mettere la persona, e non la tecnologia, al centro del progresso”.


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