“Il governo Meloni con questa manovra ha dimostrato di essere un governo bugiardo che ha preso in giro gli italiani.
Con l’emendamento di 30 pagine presentato ieri il governo introduce di fatto una mini-riforma delle pensioni fatta solo di rinvii e risparmi di spesa. Dal 2032 in poi chi matura i requisiti non potrà più andare in pensione quando ha diritto, ma dovrà attendere tre, quattro, cinque, fino a sei mesi in più. Tradotto in termini concreti: un lavoratore che ha versato contributi per oltre quarant’anni, che magari svolge un lavoro usurante o manuale, viene costretto a restare al lavoro più a lungo non per una scelta, ma per esigenze di bilancio.
Sul riscatto della laurea il colpo è ancora più pesante: dal 2031 in poi, gli anni di studio riscattati conteranno sempre meno per raggiungere la pensione anticipata: prima sei mesi, poi un anno, poi due, fino ad arrivare a due anni e mezzo cancellati dal conteggio. Significa dire a un ingegnere, a un insegnante, a un infermiere laureato che quegli anni di studio (già pagati di tasca propria) non valgono più come prima.
Infine, mentre si riduce la pensione pubblica, il Governo spinge i lavoratori verso la previdenza complementare con l’adesione automatica e con il conferimento del TFR. Formalmente è una scelta reversibile, ma nella realtà è una pressione sistemica: meno pensione pubblica garantita, più rischio scaricato sui singoli. È l’ammissione implicita che lo Stato rinuncia a garantire una pensione dignitosa e affida il futuro previdenziale dei lavoratori ai mercati finanziari. La destra aveva promesso di abolire la Fornero, oggi, di fatto, la inasprisce. La verità è che per settimane la destra ha parlato di ‘oro alla patria’ ma puntava a colpire le pensioni degli italiani. Questo è il patriottismo del governo Meloni”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.