-Ai ministri del Made in Italy, Adolfo
Urso, e dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin chiederemo “di
pubblicare con urgenza le relazioni prodotte dall’Istituto
superiore di sanita’ (Iss) al fine di fugare la preoccupante
opacita’ che grava sulla situazione dell’ex Ilva e sulla salute
dei cittadini di Taranto, in particolare nel quartiere Tamburi.
Chiediamo inoltre per quali motivi il governo abbia ignorato i
pesanti rilievi posti dall’Istituto superiore di sanita’ e
perche’ il ministro Urso non abbia richiesto, proprio alla luce
di quei rilievi, una nuova Valutazione di impatto sanitario
fatta da un organismo terzo e non dalla azienda gestore del sito
di Taranto. Cio’ che ci preme soprattutto e’ come si intenda
intervenire per dare attuazione a tutte le osservazioni e
salvaguardare la salute della popolazione”. Queste le questioni
che saranno sollevate in un’interrogazione ai due ministri
presentata dal capogruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia e
sottoscritta dal responsabile economico dem Antonio Misiani, da
Andrea Martella, e dai componenti dell’Ufficio di presidenza del
gruppo Bazoli, Lorenzin, Mirabelli, Nicita, Irto, Zambito,
Basso, D’Elia e Zampa. Ad annunciare l’interrogazione con i
motivi per cui e’ stata presentata e’ lo stesso senatore Boccia
che, in un comunicato, sottolinea come quest’ultima prenda le
mosse dalla pubblicazione su ‘La Stampa’ dei rilievi dell’Iss
sulla Valutazione di impatto sanitario prodotta dal gestore
dell’ex Ilva. “Nell’interrogazione – spiegano i senatori dem –
ricostruiamo quanto e’ avvenuto. La Valutazione di impatto
sanitario, per la prima volta non elaborata da un ente terzo
pubblico ma da esperti incaricati dall’azienda, ha ricevuto
dall’Istituto superiore di sanita’ ripetuti rilievi, dal primo,
il 30 luglio dello scorso anno fino al terzo a marzo 2025,
sembra senza che alle osservazioni sia stato dato un reale
seguito. Non si e’ attualmente a conoscenza se ci sia stata una
quarta relazione che abbia permesso il superamento delle
criticita’ evidenziate dall’Iss che, di fatto, non ha sciolto le
riserve sulla VIS avendo denunciato la mancanza di dati
completi. Nei mesi scorsi e’ stato negato l’accesso a questi
atti e il ministero dell’Ambiente ha specificato che i documenti
saranno pubblicati a esito della fase conclusiva del
procedimento. Chiediamo dunque – concludono i dem – chiarezza e
coerenza”.