“La relazione ampia ed esaustiva che la segretaria ha sottoposto all’assemblea ci mette tutti di fronte alla responsabilità che questa stagione pone di fronte a un grande partito come il Pd. Non siamo in una normale fase politica, economica e sociale, siamo di fronte a un cambiamento strutturale dell’ordine sociale, economico e geopolitico. Il mondo non é mai stato così tanto aperto da oriente a occidente, il capitalismo non é mai stato tanto dirompente con modelli di produzioni diversi. I diritti politici sono in affanno, fanno fatica a star dietro agli stravolgimenti in atto. Con la destra ci contendiamo il voto di 5-6 milioni di giovani, una minoranza nella società di oggi. Persone che chiedono al Pd di fare il Pd, di tutelare i diritti sociali ed economici sempre più in pericolo, di prendere sulle proprie spalle battaglie come la difesa della sanità pubblica e dell’istruzione.
In questi 3 anni abbiamo completamente cambiato il profilo politico e culturale del Pd, abbiamo riconnesso, con l’aiuto della segretaria Schlein e di Bonaccini, l’unità sostanziale del Pd a quei bisogni rispetto ai quali il Pd non era più punto riferimento. Basta? No, ma la strada é questa e si fa con la credibilità del partito, senza ipocrisie e indulgenze. Quando il pluralismo smette di riprodurre idee e riproduce assetti non é una risorsa, ma freno per il Pd. Non lo dico per distribuire colpe, ma la generazione della segretaria questa colpa non le ha. Nel Pd nessuno vuole cancellare il dissenso, chiedere uniformità ma tutti devono avere chiaro che ogni volta che usciamo fuori non rappresentiamo noi stessi ma rappresentiamo una comunità intera. Non c’è stato un problema con l’amico e compagno Graziano Delrio. C’è un problema di fondo, quando si sta in un gruppo parlamentare: una cosa è rappresentare sé stessi – e ci sta – un’altra è attraverso quell’azione rappresentare tutti gli altri quando tutti gli altri non sono d’accordo. Il pluralismo vive di idee che si confrontano, non di gruppi che si bilanciano. In questo periodo bisogna sapere da che parte stare della storia, oggi la sfida alla premier si fa con cammino unitario dentro al partito e dentro la coalizione”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia intervenendo all’Assemblea nazionale dem in corso a Roma.

“Il pluralismo vive di idee che si confrontano, non di gruppi che si bilanciano. Noi non possiamo permetterci di disperdere forza nella gestione del nostro equilibrio interno. E’ tempo per tutti noi di scegliere da che parte stare nella storia. Lo abbiamo fatto tre anni fa, stiamo continuando a farlo”. Lo ha detto il presidente dei senatori Pd Francesco BOCCIA intervenendo all’assemblea del partito. “Il
cammino che abbiamo di fronte sarà un cammino unitario, dentro al partito e dentro la coalizione che abbiamo costruito alle regionali”.
Ha concluso BOCCIA: “Quando il pluralismo smette di produrre idee e inizia a produrre assetti non è una risorsa ma è un freno per lo stesso partito”.


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