Giorgia Meloni non ha capito che la sua stucchevole propaganda sul Paese che va a gonfie vele non funziona più. L`Europa ha appena bocciato i nostri conti e lei sostiene che sono in ordine, ma chi vuole prendere in giro?», trasecola Francesco Boccia, capogruppo del Pd in Senato. «Adesso l`unica cosa che le resta da fare è togliere il disturbo», taglia corto. «Si vada subito a votare per dare all`Italia una guida capace di tirarla fuori dal pantano in cui la destra l`ha precipitata».
Però la premier insiste, senatore, dice che nel ’22 il rapporto deficit/ Pil era all`8,1% e ora sta 5 punti sotto. Non è un miglioramento?
«Come al solito racconta solo quel che le fa comodo. Allora uscivamo dal Covid, era inevitabile spendere di più per famiglie e imprese. Loro sono arrivati a epidemia risolta e ora, dopo quattro leggi di bilancio su cinque, i risultati sono fallimentari. Non sono riusciti a mantenere le promesse. E hanno sempre mentito al Paese».
Cosa intende?
«Un mese fa Meloni si era detta sicura che saremmo usciti dalla procedura d`infrazione e abbiamo visto com`è finita. Avevano previsto il Pil stabilmente sopra l`1% e siamo inchiodati sullo zero virgola. L`Italia sta pagando gli errori di un governo che non ha mai avuto una politica industriale e nemmeno una visione sul modello di crescita e sviluppo. Le uniche ossessioni sono state la modifica della Costituzione che ha prodotto due flop — autonomia differenziata e riforma della giustizia — e la stretta securitaria. Di questo passaggio a palazzo Chigi resteranno quattro decreti migranti e quattro decreti sicurezza, stop».
Secondo il governo i numeri dicono altro.
«Sono proprio le cifre a smentire Meloni e Giorgetti. Per 37 mesi su 42, la produzione industriale è stata negativa. Le ore lavorate di cassa integrazione erano 400 milioni nel `23 e sono schizzate a 550 milioni nel `25. Si aggrappano al calo dello spread, ma è grottesco: quello segna la distanza tra Btp e Bund, se si è ridotta è perché va male la Germania, non perché andiamo bene noi. In più l`Italia emette a tassi più alti di tutti gli altri Paesi europei, solo l`Ungheria fa peggio».
L`occupazione però è in rialzo.
«Fra tutte, questa è la balla più insopportabile. È evidente che abbiamo un grave problema demografico, gli anziani vanno in pensione più tardi, tant`è che l`aumento è concentrato fra gli over 50, e i giovani in entrata prendono salari da fame. Il potere d`acquisto è diminuito del 9%, l`inflazione sul carrello della spesa è salita del 25. Carburanti e affitti sono cresciuti, mediamente, del 15. Avevano 200 miliardi di risorse sul Pnrr che hanno speso tardi e male: a partire dal 2028 lasceranno “zero” alla voce investimenti pubblici».
Perciò servirà lo scostamento di bilancio su cui Meloni ha aperto?
«Ma per fare cosa? Se serve per interventi di giustizia sociale, ben venga. Per programmare gli investimenti post 2028, idem. Se invece serve per le armi, per l`indecente patto stretto con Trump per destinare il 5% del Pil alle spese militari, se lo possono scordare».
Quindi il Pd voterà no?
«Siamo disponibili a discutere uno scostamento condiviso per introdurre il salario minimo, rilanciare sanità, scuola e ricerca. E per disaccoppiare il prezzo del gas da quello dell`energia contro il caro-bollette».
Dopodiché per Meloni è colpa del Superbonus se siamo in affanno.
«Quando l`abbiamo approvato, nel 2020, abbiamo salvato un settore che era tecnicamente fallito: l`edilizia. E aveva una data di scadenza: 31 dicembre 2021. FdI l`ha sostenuto sia all`opposizione sia in maggioranza. È rimasto in vigore sino a tutto il 2023 per volontà dei governi Draghi e Meloni. Ha votato più volte il Superbonus Giorgetti che Conte o Boccia».
A proposito di Giorgetti, dice: se l`Europa non ci aiuterà, faremo da soli. Ha capito cosa significa?
«No. So però che sinora hanno sempre fatto di testa loro, con gli amici nazionalisti, ed è finita male. Adesso, per evitare altri danni, l`unica cosa che gli resta è togliere il disturbo e farci andare a elezioni. Prima si va, prima liberiamo l`Italia da questo pantano».
Ma il centrosinistra è pronto?
«Prontissimo. Nell`ultima manovra tutte le opposizioni hanno presentato 16 proposte che sono già un`intelaiatura di programma. Abbiamo idee e competenze per governare il Paese che non merita di essere guidato da gente che, anziché il merito, premia solo amici, parenti e sodali di partito».