“L’intervista di oggi del CEO del gruppo Grimaldi su Repubblica ripropone il tema delle merci bloccate da settimane sulle navi bloccate nello Stretto di Hormuz. Parliamo del valore di miliardi ‘fermi’ a causa della guerra imposta in quell’area da Donald Trump.
Nessun armatore, sottolinea Grimaldi, rischierebbe di forzare il blocco, mettendo a rischio vite umane.
È uno scenario drammatico che mette a rischio la nostra economia.
La principale e più pericolosa conseguenza è che la crisi di Hormuz sta rimbalzando sugli altri snodi strategici del commercio. Il Forum dell’export ha lanciato l’allarme per ciò che riguarda gli altri ‘corridoi’ ed in particolare quello di Malacca, che si sta saturando prefigurando una fase di crisi delle catene di approvvigionamento globale. Le conseguenze saranno l’incremento dei costi logistici, l’allungamento dei tempi di consegna, rischi di instabilità nella disponibilità di materie prime, con impatto diretto su molti comparti della nostra produzione industriale.
Di fronte a tutto questo il nostro governo è inerme e fermo.
Nelle scorse settimane ho rivolto un’interrogazione alla Premier, al ministro Urso e al ministro Salvini per chiedere un intervento per la protezione delle navi e delle merci italiane bloccate, immediate misure a sostegno delle aziende e delle pmi colpite dal blocco e di promuovere in sede Ue l’istituzione di un fondo di solidarietà per la resilienza logistica.
La logistica marittima costituisce l’infrastruttura portante dell’ecosistema globale, movimentando oltre l’80 per cento dei volumi del commercio mondiale. I choke points, i punti di strozzatura geografica come Hormuz, sono stati trasformati in epicentri di forte tensione dalla guerra in Medioriente. Per questo insistiamo: chiediamo al governo di intervenire per garantire la libertà di navigazione e la protezione dei navigli e delle merci italiane bloccati nello stretto di Hormuz. Chiediamo inoltre di promuovere in sede Ue l’istituzione di un fondo di solidarietà per la resilienza logistica e di adottare misure urgenti a sostegno delle imprese, con particolare riguardo per quelle colpite direttamente dal blocco. Pensiamo che l’Esecutivo dovrebbe inoltre predisporre un piano di assistenza tecnica e consulenza per le pmi, aiutandole a diversificare mercati e rotte. C’è il rischio di un blocco generale che il nostro governo non può ignorare. Ci auguriamo che il governo dia risposta alla nostra interrogazione e agli appelli che sempre più spesso vengono dagli stakeholder della logistica e del trasporto navale: è a rischio un pezzo importante dell’economia e del nostro Made in Italy”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.