“Le parole di Donald Trump sulle
criptovalute sono gravissime. Non parla da osservatore neutrale:
parla da Presidente degli Stati Uniti mentre, secondo le
ricostruzioni della stampa americana, imprese riconducibili alla
sua famiglia hanno realizzato enormi profitti nel settore delle
criptovalute. È un conflitto di interessi senza precedenti. Il
punto non è demonizzare l’innovazione digitale, ma impedire che,
dietro la retorica della libertà finanziaria, si sviluppi un
sistema parallelo che riduce l’efficacia della vigilanza
pubblica, della politica monetaria, dei controlli
antiriciclaggio e della tutela dei risparmiatori”. Così in una
nota il presidente dei senatori del Pd Francesco BOCCIA.
“È impensabile che il presidente della principale potenza
economica mondiale, invece di rafforzare trasparenza, legalità e
tutela del risparmio, utilizzi – sottolinea BOCCIA – il
prestigio della sua funzione per alimentare un mercato ancora
caratterizzato da profonde zone d’ombra regolatorie. Questo non
è solo un problema finanziario: è un gigantesco conflitto di
interessi che mette in discussione la credibilità delle
istituzioni e dei mercati. Per questo servono regole
internazionali vincolanti: piena trasparenza degli operatori,
riserve verificabili per le stablecoin, controlli
antiriciclaggio efficaci, obblighi patrimoniali rigorosi per gli
exchange e incompatibilità assoluta tra l’esercizio di alte
funzioni pubbliche e interessi economici nei mercati oggetto
delle decisioni politiche. L’Italia promuova questa iniziativa
nel G7, nel G20 e nel Financial Stability Board. Le regole
devono arrivare prima della prossima crisi, non dopo. Perché
quando la finanza resta senza regole, i grandi speculatori
incassano i profitti e i cittadini pagano sempre il conto”,
conclude.