“Il nostro ddl vuole combattere il
part-time involontario che è diventato una trappola per molti
lavoratori e soprattutto per molte lavoratrici”. Lo ha detto la
senatrice Pd Susanna CAMUSSO, presentando in conferenza stampa la
proposta di legge contro il part-time involontario.

“Il part-time – precisa – nasceva cone scelta del lavoratore che
voleva per un periodo della sua vita conciliare lavoro e
maternità, lavoro e studio, eccetera. Invece ormai il part-time
si è trasformato spesso in una scelta dell’azienda: ce ne sono
che hanno il 50% dei dipendenti part-time, con punte che toccano
il 75%. Di fatto è diventato un’altra forma di lavoro povero,
sottopagato e non più una scelta dei dipendenti. Che colpisce
soprattutto le donne, visto che oltre il 30% delle donne occupate
lavora part-time”.

Ha aggiunto la CAMUSSO: “Il nostro ddl non vuole stravolgere le
norme in essere ma vuole reintrodurre la possibilità di scelta
delle lavoratrici e dei lavoratori. E vuole che il part-time
rientri nella contrattazione collettiva, e non sia più una scelta
delle singole aziende. La flessibilità del part-time non deve
diventare sfruttamento: va ribadito il diritto al tempo, e quello
del lavoro non può essere solo affidato alle necessità
dell’azienda”.


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