“Landini sbaglia a non condannare la dittatura, ma il punto è che in Venezuela abbiamo assistito a una violazione del diritto internazionale”. La senatrice del Partito democratico ed ex segretaria della Cgil, Susanna Camusso, prende le distanze dal suo successore, ma chiede di concentrarsi sul mondo “che sta andando a rotoli” e non sui “pettegolezzi”.

Senatrice, cos’è sta succedendo in Venezuela? Alcune manifestazioni a sinistra travisano i fatti o è una strumentalizzazione della destra?
In Venezuela c’è stata una pesantissima violazione del diritto internazionale. Un fatto che viene prima di qualsiasi altra valutazione.

Quello venezuelano è un regime.
Sì, ma i regimi nel mondo sono tanti. Non è che uno è meglio o peggio in ragione dell’appartenenza a un certo pensiero politico. Ma con il diritto internazionale e la diplomazia le armi non sono mai state il modo per risolvere i problemi. Questo è il grande tema.

Nelle piazze italiane però molti venezuelani festeggiano.
Il fatto che sia un regime che ha impoverito il Paese, che ha raccontato dei sogni che non ha realizzato, e probabilmente è molto corrotto, non autorizza l’intervento. Devono essere altri gli strumenti nel rispetto del diritto internazionale.

Non si possono neanche condannare i venezuelani in festa, però.
Ovviamente, capisco che per chi vive in quelle condizioni è vissuto come liberazione. Ma pensiamo all’Iran: dal primo giorno sostengo il movimento Donna, vita, libertà, sintomo della necessità di un cambiamento, una scossa per liberare il Paese, ma non ho mai pensato che bisognasse bombardarlo.

Hanno fatto molto discutere le parole di Maurizio Landini, segretario della Cgil, a un presidio sotto l’ambasciata americana. Landini ha accusato Trump, ma ha anche definito Maduro “un presidente democraticamente eletto”.
Non lo avrei detto così, Landini ha sbagliato. Gli organismi internazionali hanno riconosciuto i brogli elettorali in Venezuela. Mi verrebbe da dire che non è l’unico posto dove è avvenuto, ma questo non è rilevante. E comunque la risposta a delle elezioni truccate non è portarsi via il presidente. Landini quindi sbaglia a non condannare una dittatura che ha impoverito il paese, ha tolto le libertà e che detiene ancora Alberto Trentini. Ma più che le sue espressioni mi interessa altro…

Prego
Il nostro governo ha definito “legittima” l’azione Usa e il problema è cosa dice un sindacalista in un comizio? Il punto non è cosa pensiamo di Maduro, ma se è legittimo che un Paese forte utilizzi questi strumenti per intervenire nelle questioni interne di un altro Stato. Il resto è pettegolezzo.

Perché?
Il mondo sta andando a rotoli e c’è chi vede un’alleanza tra la Cgil e le dittature?

Se Landini si fosse espresso meglio, non ci sarebbe stata alcuna polemica. Non trova?
Non ci si può affidare a una frase sbagliata per sostenere queste tesi, servono ben altre prove. Ed è una strumentalizzazione che viene fatta per non dire cosa si pensa dell’intervento americano. E intanto il mondo non si sta più preoccupando di ridare legittimità ai Paesi.

Cosa affermano allora queste piazze?
Che Maduro non ci piace, ma che questo non legittima nessuno ad arrestarlo di notte, massacrando cento persone e bombardando una capitale.

Le mire di Trump non sembrano esaurirsi qui.
Il mondo è diventato pericoloso. Abbiamo liquidato la diplomazia, le forme di pressione, il multilateralismo che non esiste più. E al presidio di Milano, dove ho ascoltato opinioni per tre quarti diverse dalle mie, eravamo lì per questo: quello a cui abbiamo assistito non è il metodo delle relazioni tra nazioni. Questa è la priorità, non occuparsi di chi è amico di chi


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