L`appello di Pier Ferdinando Casini, per Giorgia Meloni e per Elly Schlein: «Sulle preferenze, ripensateci». L`ex presidente della Camera, oggi senatore, interviene sulla legge elettorale appena presentata dalla maggioranza alla Camera e al Senato. E non ha dubbi: salvare le preferenze «è un fatto fondamentale per chiunque abbia a cuore la politica».
Perché considera le preferenze così cruciali?
«Nel 1994 io mi candidai contro Achille Occhetto a Borgo Panigale. Andò a votare, per quell`elezione, il 95% dei cittadini. Oggi si fa fatica ad arrivare al 50%. E io penso succeda proprio perché lo scettro è passato dalle mani del popolo a quelle dei capi partito, che oggi sono coloro che scelgono gli eletti. Il problema è che la responsabilità di ogni scelta è collettiva, anche mia, per tutte le leggi. Ma quando si sbaglia, bisogna correggere la rotta».
Insomma, i cittadini non si riconoscono più nei loro parlamentari?
«Ma certo. Una delle ragioni del dilagare dell`antipolitica è proprio il fatto che la gente non ha più i suoi interlocutori naturali. Lei provi ad andare in qualsiasi città e chieda a qualcuno: “Chi è il tuo parlamentare?”. Vedrà che pochissimi le sapranno rispondere. Forse, soltanto a Bologna…».
Anche questo Parlamento, però, è stato eletto senza le preferenze…
«Ma quella di oggi, pur essendo una legge assolutamente imperfetta, conservava ai cittadini un rimasuglio di voce in capitolo grazie ai collegi uninominali. Con l`ipotesi appena presentata, si toglie anche quello. Anche quel certo protagonismo che avevano gli eletti nei collegi. E ora si dice: niente collegi e niente preferenze. I capi dei partiti nomineranno dal primo all`ultimo parlamentare. È una cosa veramente detestabile».
Nientemeno?
«Ma certo… Io credo si debba avere la forza di reagire a questo andazzo che, attenzione, finirà per punire tutta la politica. Non c`è destra e sinistra: un tempo si considerava che quando l`astensione era alta, ciò avrebbe punito i moderati. Ma oggi tutto questo non vale più. E salvaguardare il riconoscersi delle persone nei parlamentari dovrebbe essere una cosa che sta a cuore a tutta la politica. In un collegio puoi avere un candidato un po` fuori dal coro, una personalità credibile anche se non del tutto sdraiata sulla linea del capo partito. Ma noi non possiamo lamentarci che la gente anche nei congressi non si scopre: se farlo significa perdere il seggio, c`è da capirli…».
Fratelli d`Italia, però, ha annunciato un emendamento per fare rientrare le preferenze nello «Stabilicum». Lei non si fida?
«Io francamente non vorrei che fosse una sceneggiata per fare sì da non lasciare le impronte digitali su questa legge. Si presenta un emendamento, poi viene bocciato a voto segreto… se una classe politica è destinata a essere eletta senza preferenze, è normale che un emendamento del genere poi sia bocciato. E invece, è importante che se le preferenze scompariranno, bisogna che si capisca bene di chi è la responsabilità. Io ho sollevato questo problema tante volte e mi sono reso conto che non c`è un`altra questione che stia a cuore ai cittadini come questa. Infatti al Senato io presenterò un emendamento alla legge elettorale proprio per salvaguardare almeno questo: chi lo boccia, se ne dovrà assumere la responsabilità».
La stessa Giorgia Meloni si era detta favorevole al ritorno delle preferenze.
«Benissimo. Mi fido di lei. Ma poiché non è una spettatrice ma la leader della maggioranza, chiedo a lei — come chiedo a Elly Schlein che rappresenta la maggior forza di opposizione — di assumersi la responsabilità di contrapporsi a questo andazzo».
Molto discusso è anche il premio di maggioranza che il progetto di legge elettorale assegna. Anche lei è tra gli scettici?
«Guardi, io vorrei fermarmi qui, per dare forza al messaggio sulle preferenze. Però, qui è come per la separazione delle carriere: separarle non è lesa maestà, il tema vero è come si realizza. E anche per il premio di governabilità è lo stesso: è sacrosanto, ma il tema è la sua entità. Se ti consente non solo di governare ma anche di avere numeri eccessivi, sorge un altro problema».


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