“O l’Europa riesce ad andare avanti e
prendere un ruolo nel mondo o i nostri figli saranno sudditi. E
i sudditi non stanno bene”. E’ il monito lanciato dal senatore
Pier Ferdinando Casini in una lunga intervista ai quotidiani del
Gruppo Nem. Per Casini, l’Europa deve “capire che non e’ un
optional la sicurezza, ma il solo strumento a disposizione degli
Stati per difendersi. Nessun governante democratico pensa di
portare il proprio Paese in guerra. Ma e’ giusto approntare una
difesa europea”.
Casini respinge le critiche di Donald Trump che presenta gli
europei come “gente vissuta a sbafo degli Stati Uniti, non e’
affatto vero. Basti pensare ai servizi monopolistici americani
che dominano qui in Europa, e al nostro mercato di capitali:
spesso si ritrova a finanziare le start-up statunitensi”. E’
pero’ vero che “ci siamo fatti difendere dagli americani, senza
pagare alcun costo. Su questo Trump ha assolutamente ragione,
non abbiamo fatto nulla”. Alla domanda se l’Europa senza leader
puo’ trovare una guida in Giorgia MELONI, il senatore risponde:
“Ho qualche dubbio. Perche’, per porsi come guida, servono forza
e credibilita’ che purtroppo l’Italia non ha, a prescindere da
MELONI”.
“L’Europa sta aiutando l’Ucraina; l’Ucraina ha dimostrato che
quando qualcuno si batte per la sua liberta’ trova forze e
risorse inaspettate. Sarei cauto nel sottovalutare i potenziali
europei. Tutti erano convinti che la Russia avrebbe conquistato
l’Ucraina in tre o quattro mesi”, afferma. “L’Ucraina si
difende, non si vende. Io sono con loro al cento per cento, con
buona pace per lo screanzato ambasciatore russo, che si permette
di insolentire il presidente Mattarella”, sottolinea. L’Ucraina
nell’Ue? “Si’ e l’Italia deve essere chiara. Anteporre a certe
garanzie diritti di precedenza o questioni come quelle agricole,
pur sacrosante, significa crearsi alibi per non affrontare o
rinviare la questione”. Infine su Netanyahu: “Sta facendo un
disastro. In primo luogo, per la causa dello Stato di Israele.
Nel nostro codice genetico non puo’ che esserci una forte
amicizia con quel Paese, ma questo non puo’ coincidere con la
complicita’ nei confronti di un GOVERNO che sta ampiamente
compromettendo la causa dell’intero mondo ebraico. E’ necessaria
una forte dissociazione della politica. Il minimo che possiamo
fare e’ mettere al bando i prodotti agricoli che vengono da quei
territori”.