“Ieri è morto a 78 anni Stefano Benni, comico spaventato guerriero, nato a Bologna e precursore di quella satira che esploderà negli anni Ottanta. Collaboratore del Manifesto, scrittore, poeta, autore per il teatro, era ironico, surreale, stralunato. L’esordio con Bar Sport, poi Terra, poi appunto nell’86 Comici spaventati guerrieri che divenne anche un film, quindi il Bar sotto il mare, la Compagnia dei Celestini altro grandissimo successo, Saltatempo, Margherita Dolcevita. Grazie a lui abbiamo scoperto Pennac in Italia, di cui era molto amico. Come ha scritto Michele Serra, era lontano dalle lusinghe del potere e del benessere non per arroganza o snobismo, ma perché cercava dentro di sé la sua misura artistica. E’ stato un grandissimo narratore popolare, uno scrittore politico impegnato contro le ingiustizie, ma in modo né ideologico, né moraleggiante, ma spiazzante. Amava leggere ad alta voce e così lo ricorderemo e lo leggeremo, ancora e ancora”. Lo ha detto la senatrice Cecilia D’Elia, ricordando Stefano Benni nell’Aula di Palazzo Madama.


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