“Voglio sottolinearlo non per riaprire polemiche, ma per dire ancora una
volta l’importanza del percorso politico unitario che abbiamo fatto per ricucire
questo strappo”, ha aggiunto, spiegando che i senatori hanno scelto di non
modificare il testo per rispettare il punto di mediazione raggiunto alla Camera
ed evitare ulteriori passaggi parlamentari. La senatrice si è soffermata anche
sul tema della rappresentanza femminile nell’industria cinematografica. “C’è
qualcosa che non va quando non ci sono le donne o ci sono poche donne. Il
talento femminile non è in discussione”, ha affermato, sottolineando che “la
questione è più complessa e profonda e riguarda il potere e le opportunità”.
Per questo, ha evidenziato, sono necessarie politiche pubbliche a sostegno del
pluralismo. “Questo testo riconosce esalta la libertà della cultura, perché la
libertà della cultura è garanzia di libertà per tutte e tutti, perché è
tutela del pluralismo, dei diversi linguaggi, degli sguardi differenti, che non
possono essere abbandonati alle sole regole del mercato”, ha aggiunto. Infine,
sul percorso di attuazione della riforma, la senatrice ha assicurato che il Pd
continuerà a seguire il lavoro del Governo: “Vi abbiamo spesso incalzato
raccogliendo domande che venivano da questo mondo. Continueremo a farlo per
l’attuazione della legge, ma oggi mandiamo insieme un messaggio unitario e
chiaro di sostegno al nostro cinema”.
Cinema: D’Elia (Pd), legge importante nata da nostra proposta, oggi messaggio unitario a sostegno

“Per prima cosa voglio sottolineare l’importanza politica dell’atto che stiamo per compiere. Si chiude oggi l’iter di un provvedimento che nasce a seguito di una proposta depositata dal Pd, a prima firma Schlein, per l’istituzione dell’agenzia per il cinema e l’audiovisivo. Rispondevamo così alla sollecitazione che alla politica, a noi tutti, era arrivata dal maestro Pupi Avati che oggi ci onora con la sua presenza qui in Senato. Al nostro testo ne sono seguiti altri e soprattutto è arrivata la disponibilità del ministro Giuli a lavorare ad una proposta unitaria, a risanare uno strappo che si era determinato ad inizio legislatura. Non solo per i tagli di 120 milioni di euro al tax credit, ma anche per le scelte ideologiche, fino al mancato finanziamento del documentario su Regeni. Il segno sembrava essere la politicizzazione e la guerra ad un settore, nella scomposta battaglia per l’egemonia. Perciò è ancora più importante il risultato ottenuto oggi: l’approvazione definitiva all’unanimità di un’importante riforma. Stiamo facendo una cosa giusta, abbiamo spesso incalzato governo e maggioranza raccogliendo domande che venivano da questo mondo. Continueremo a farlo per l’attuazione della legge. Ma oggi mandiamo un messaggio unitario e chiaro al nostro cinema”. Lo ha detto la senatrice Cecilia D’Elia, capogruppo del Pd nella Commissione Scuola, università, cultura.
“Adesso inizia un nuovo percorso – ha continuato D’Elia – quello dell’attuazione della legge, che vogliamo continuare ad accompagnare. Perché crediamo nel valore culturale ed economico di questo settore, nella necessità di sostenerlo. Il cinema è parte integrante della storia della Repubblica e della crescita civile dell’Italia, è parte fondamentale della nostra identità di Paese, ha concorso e concorre a definire la nostra comunità di destino. E’ un’industria fondamentale del nostro paese, è sale, luoghi della condivisione delle emozioni, presidi culturali, luoghi di aggregazione. Questo testo riconosce ed esalta la libertà del cinema: divide indirizzo politico, che rimane al ministero, dalla gestione operativa e tecnica, che va all’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo. La delega al governo introduce una programmazione triennale delle risorse e finestre temporali certe. Ma soprattutto questa legge affronta anche il tema del lavoro: entro 24 mesi il governo dovrà adottare uno o più decreti per la razionalizzazione delle tutele previdenziali e assistenziali per i lavoratori subordinati e autonomi, compresi i professionisti, e per la revisione della disciplina della gestione dell’indennità di discontinuità e la revisione degli ammortizzatori sociali.”.


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