(ANSA) – ROMA, 04 NOV – “Il mini sconto IRPEF del governo
Meloni è temporaneo: finanziato solo per il 2027, e già per
questo un’operazione di facciata. Ma c’è di peggio. Quello che
l’esecutivo concede al ceto medio con una mano, lo riprende con
gli interessi con l’altra, tagliando la rivalutazione delle
pensioni all’inflazione secondo il criterio più penalizzante: 14
miliardi lordi in dieci anni, a carico di circa 4 milioni di
pensionati”. Così Antonio Misiani, responsabile Economia e
finanze nella segreteria nazionale Pd.
“Il risultato è che per oltre un terzo del ceto medio lo
sgravio IRPEF viene totalmente vanificato dalla perdita di
potere d’acquisto sulle pensioni in essere. Non solo: la
maggiorazione delle pensioni minime non viene prorogata, le
Quote e Opzione donna restano cancellate, l’Ape sociale è
prorogata per un solo anno, ma con un requisito anagrafico
ancora più alto. A fronte di tutto questo, le pensioni sono il
fronte più caldo dello scontro interno alla maggioranza: Lega e
Fratelli d’Italia litigano su 850 milioni l’anno per un fondo di
cui non si sa nemmeno a cosa serva, mentre la manovra non dice
una parola chiara su come si andrà in pensione. Per il governo
Meloni sta diventando una costante far pagare ai pensionati il
conto delle proprie promesse. La quinta e ultima legge di
bilancio di questa legislatura è l’ennesimo esempio di una
politica economica iniqua, senza visione e priva di coraggio. Il
PD si batterà in Parlamento e nel Paese per cambiarla”.