“L’appello di Pupi Avati diventa legge e può aprire una nuova fase del cinema italiano, impedendo lo strapotere delle piattaforme e difendendo il lavoro tecnico e creativo. E’ una legge condivisa perchè anche nello scontro più duro mai deve venire meno il dialogo fattivo e l’ascolto reciproco per far prevalere l’interesse comune. Su questo fronte la politica può essere unita per far emergere nuove forze ed energie, per la libertà e l’autonomia del cinema italiano”. Lo ha detto il sen. Francesco Verducci in dichiarazione di voto per il Pd sulla legge delega sul cinema.
“Oggi nasce la nuova Agenzia per il cinema – ha aggiunto – che sarà operativa dal 1° gennaio 2028 e vigileremo sulla sua attività affinchè vi sia trasparenza sulle risorse e certezze nei finanziamenti. La delega che viene assegnata al governo non è in bianco: chiediamo che si proceda a una riforma delle commissioni ministeriali perché non si verifichino più sfregi come quello al documentario su Giulio Regeni, si dia sostegno alle produzioni indipendenti e si assicuri la necessaria tutela per evitare la chiusura delle sale cinematografiche e l’impoverimento del territorio”.
“Dobbiamo stare dalla parte del cinema – ha concluso Verducci – per far emergere nuovi talenti e non lasciar decidere al mercato chi deve vivere e chi sopravvivere. Non devono decidere solo gli algoritmi, ma la creatività degli autori. Vorrei che questa legge fosse innanzitutto per le maestranze che il più delle volte sono precari, sottopagati e vivono situazioni difficili. Per questo la parte più politicamente rilevante di questa legge è l’introduzione dell’indennità di discontinuità che permette di preservare le professionalità e i talenti del cinema italiano”.