Interrogazione dem a Giorgetti e Foti
“La minaccia americana di portare i dazi fino al 30% non può essere declassata a tattica negoziale ma va intesa per quello che è, un cambiamento sostanziale dell’ordine globale e delle regole multilaterali del commercio. Questa strategia sta creando molta incertezza nelle imprese direttamente e indirettamente interessate, costrette a riprogrammare produzioni, scorte, investimenti e quindi assunzioni. Ciò rischia di divenire un costo inaggirabile ed un rischio serio per l’economia italiana ed europea anche ammesso si arrivi a una soluzione negoziale accettabile, occorre quindi prodigarsi per implementare con maggiore fermezza e rapidità una strategia di lungo periodo. Si tratta di un’esigenza imprescindibile avvertita dalla Commissione stessa che aveva incaricato il Presidente Mario Draghi di redigere il Rapporto sulla Competitività. Draghi ha avvertito che con le tariffe imposte dagli Usa ‘siamo a un punto di rottura’ nelle relazioni internazionali. Oltre all’opportuna e urgente risposta sul fronte esterno dei dazi l’Europa dovrebbe concentrarsi anche sulle riforme interne e le azioni necessarie a rafforzare la sua economia, il mercato unico e la sua coesione sociale. Il governo italiano non può stare alla finestra né continuare a baloccarsi sull’illusione di un ‘rapporto preferenziale’ con il presidente americano. Per questo ho presentato un’interrogazione ai ministri dell’Economia e degli Affari europei per chiedere, tra l’altro, di promuovere un’azione politica coordinata con altri Stati per la piena attuazione del Rapporto sulla competitività e l’emissione di debito comune europeo per investimenti produttivi straordinari. Stare fermi non è più un’opzione e, come sostenuto da Draghi, è il momento per l’Europa di agire ‘come un unico Stato’”. Così il senatore del Pd Graziano Delrio.