Graziano Delrio, senatore del Pd, il governo intende partecipare alla missione dei «Volenterosi» a Hormuz, ma prima passerà per il Parlamento. L`opposizione però chiede il coinvolgimento dell`Onu.
«Credo che inizialmente sia giusto richiedere l`egida dell`Onu, come quasi sempre accaduto, ma ritengo anche che questa sia una grande occasione perché l`Europa mostri finalmente di saper tutelare i suoi interessi in maniera seria e autonoma. Quindi, anche se non vi fosse, per via dei veti nel Consiglio di sicurezza, un mandato dell`Organizzazione delle nazioni unite, si dovrebbe comunque mostrare che l`Europa sa finalmente difendere i suoi interessi geostrategici, coordinandosi attraverso formati che possono essere variabili. Si può andare da una missione che coinvolga anche gli Usa fino a un`operazione di volenterosi che, del resto, sarebbe la realizzazione di quello che avevano già preconizzato nel 2017 Macron e Merkel».
Ossia?
«Ossia la creazione, come sollecitato anche dal commissario Kubilius, di un Consiglio di sicurezza europeo, che prenda decisioni in termini di coordinamento della politica estera e di difesa».
Il ministro Crosetto in un`intervista al «Corriere» sostiene che, anche se non ci dovesse essere l`egida dell`Onu, sarebbe un bene partecipare a questa operazione. Ma Elly Schlein ha annunciato che non darà questo via libera in Parlamento.
«Giusto partire dall`Onu ma poi spero che nel mio partito si apra una discussione: questa crisi può anche essere una grande opportunità per far crescere il coordinamento nella difesa europea. Abbiamo già dato vita ad Aspides per proteggere le nostre navi. Questo è il momento del coraggio per l`Europa, è il momento di far vedere che l`Europa è in grado di difendersi senza bisogno che gli Usa stendano il loro ombrello protettivo. Non si sta parlando di un`operazione di guerra, perché non potremmo prendere parte in nessun modo a un`operazione di guerra che non abbiamo approvato e che sta portando il mondo in ginocchio».
E cos`è allora?
«L`Onu dia prova di sé. Ma bisogna essere pragmatici: in presenza di un accordo di pace e di regole di ingaggio chiare e condivise con decine di paesi, questa è un`occasione per aiutare l`Europa a mostrare che sa proteggere gli interessi delle imprese, delle famiglie, dei cittadini. Quindi spero che ci sia veramente una discussione serena nel Pd. Sono state prese decisioni ben più aggressive senza l`Onu. Penso alla Serbia, a quando nel `99 si è deciso di fare un`intervento Nato perché si è considerato che il diritto umanitario prevalesse su altre questioni. Allora l`Onu non agiva per il veto della Russia».
La presenza della Cina e della Russia nel consiglio di sicurezza inevitabilmente rendono più debole l`Onu in determinati frangenti...
«Sì, ma appunto questo non significa che l`Europa si debba arrendere perché equivarrebbe a dichiararsi impotenti. Non possiamo rimanere inermi se non c`è il mandato Onu. Sarebbe un`ipocrisia. Se poi nascesse presto il Consiglio di sicurezza europeo significherebbe dare il via concretamente al multilateralismo europeo. Non avere promosso formati di cooperazione rafforzata europea è stata la vera colpa dei governi nazionalisti incluso il nostro. Il Consiglio di sicurezza europeo, peraltro, ci permetterebbe di superare il problema dell`unanimità in sede Ue. In questa crisi mondiale con imperi che impongono il primato della forza, l`Europa deve proteggere i suoi valori di pace e cooperazione andando verso la difesa comune».
C`è anche la questione del Libano e della missione Unifil.
«Su questo devo dare atto a Crosetto che ne sostiene il cambiamento radicale. A prescindere dal coraggio, dalla bravura e dalla dedizione dei militari italiani, se non si è in grado di ottenere il disarmo di Hezbollah e il ritiro di Israele dal Libano la missione va trasformata: spero in una nuova iniziativa magari a guida italo-francese».


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