Nel silenzio della gran parte dei media internazionali si sono svolte le elezioni in tutte le municipalità della Cisgiordania e a Beir al-Balah in Gaza. La popolazione palestinese, nonostante il grave ed oppressivo controllo militare a cui è sottoposta, le violenze e i soprusi insopportabili dei coloni israeliani, ha deciso proprio come il popolo italiano di festeggiare il 25 aprile, partecipando e votando convintamente. Ha votato il 53% del della popolazione eleggendo così i rappresentanti che dovranno amministrare le loro città. Anche in quest`occasione, come da tradizione, è stato garantito un pluralismo religioso e democratico in quanto sindaci di importanti città come Ramallah, Betlemme, Bir Zeit sono per legge scelti tra la minoranza cristiana. Una partecipazione così significativa mostra che il popolo, a differenza di Hamas, predilige e sceglie la democrazia e la pace. A Gaza ha votato solo il 22% ma le condizioni oggettive erano davvero quasi impossibili. Nonostante tutto anche lì le elezioni si sono svolte in un clima di serenità e di legalità, come documentato da Paesi esteri. Non ha partecipato alle elezioni Hamas perché l`Autorità Nazionale Palestinese pretendeva giustamente che le liste accettassero la piattaforma programmatica dell`Organizzazione per la Liberazione della Palestina, unica rappresentante internazionale del popolo palestinese che, come noto, fin dagli anni 90 riconosce l`esistenza dello Stato di Israele. E Hamas non ha voluto farlo. Nonostante i tifosi “dal fiume al mare” sia israeliani che palestinesi (a volte anche europei) il popolo sceglie la via della democrazia e di isolare gli estremismi. Molte città italiane sono gemellate con città palestinesi. Io stesso ho promosso e seguito un gemellaggio della mia città con Beit Jala, vicino a Betlemme. Dalle città palestinesi può rinascere un germe di pace. «La pace non consiste più in un atto che viene siglato dai massimi responsabili politici delle nazioni», diceva La Pira nel 1955. Gettare ponti culturali sociali e politici verso le città palestinesi democraticamente governate significa rafforzare il loro buongoverno e la loro lotta legittima per uno Stato autonomo e pacifico. E non arrendersi alla logica di chi vuole odio perenne fra i popoli. Il nostro 25 aprile è stato rovinato dagli spari gravissimi a 2 aderenti all`Anpi, dall`inspiegabile e vergognosa espulsione della Brigata ebraica e della bandiera Ucraina. Segni di una cultura dell`odio da combattere con forza. Ma da una terra ancora senza pace e senza giustizia arrivano piccoli segni di speranza e di riscatto.


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