L`inchiesta di Genova delinea uno «scenario inquietante», dice Graziano Delrio, convinto che «questa sia l`ennesima dimostrazione del fatto che Hamas è un nemico del popolo palestinese». L`ex ministro e ora senatore del Pd critica la «triste strumentalizzazione» della vicenda a opera della destra, ma avverte anche i partiti del suo campo, perché «nei confronti di certi soggetti non può esserci nessuna indulgenza». Ci sono suoi colleghi del Pd, del M5s e di Avs al centro delle polemiche per aver incontrato e anche ospitato in Parlamento uno degli arrestati.
«Non condivido questa chiamata in correità nei loro confronti. Quando uno fa politica incontra molte persone, partecipa a tanti eventi. Non hanno mai fatto mancare la loro condanna verso i terroristi di Hamas e chi invoca la distruzione di Israele».
Questa inchiesta rappresenta, però, un campanello d`allarme?
«Facciamo lavorare e ringraziamo i magistrati, ma mi pare che dalle indagini siano emersi elementi forti e gravi. È la conferma che ci sono movimenti sotterranei da monitorare: altre associazioni con finti scopi umanitari, ma collegate ad Hamas, erano già state scoperte negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Francia, Germania e Olanda».
Mi riferivo a un campanello d`allarme per la politica e, in particolare, per la sinistra.
«Non si deve sottovalutare il rischio di infiltrazioni all`interno del vasto movimento pro-Pal, che per la grande maggioranza è composto da persone animate da una genuina solidarietà nei confronti del popolo palestinese. Certi soggetti vanno allontanati, non devono trovare sponde a livello politico».
Lo dice perché è successo?
«Lo dico perché è importante che tutti siano consapevoli dei rischi. Hamas è, per l Europa, un`organizzazione terroristica. Serve una netta presa di distanze da parte di tutte le forze politiche, per isolare i personaggi che lo sostengono o lo giustificano».
Vale anche per i manifestanti che urlano «Palestina libera dal fiume al mare»?
«Non fanno il bene della causa palestinese. Nemmeno quelli che hanno assaltato il vostro giornale. Nessuno spazio per gli estremisti e i violenti, nessuna indulgenza verso “i compagni che sbagliano”, per citare un`espressione che mi riporta a un`epoca che ho vissuto e che ricordo bene».
È un appello anche al suo partito?
«È un invito a tutti, può essere utile una riflessione: la ricerca continua della polarizzazione non è un bene e non lo sono nemmeno le analisi troppo semplicistiche. In Medio Oriente vi sono attori, come i Paesi arabi moderati, che combattono Hamas e una forte opposizione israeliana che contesta il governo e spero vincerà le prossime elezioni. La solidarietà per Gaza è bellissima, purtroppo a volte è stata usata per alimentare odio antisemita, che è esattamente l`obiettivo di Hamas».
A proposito di semplificazioni, per la destra la sinistra è complice dei fiancheggiatori di Hamas.
«Piegare l`inchiesta di Genova ai propri fini politici è molto triste. Strumentalizzare e cercare lo scontro su un tema così delicato, solo per raccogliere qualche like, è un comportamento che fotografa bene il decadimento del confronto politico».
Vi state confrontando, invece, sulle norme per contrastare l`antisemitismo? Si riuscirà ad approvare una legge bipartisan?
«Il pallino è in mano alla maggioranza, che ha presentato due testi e presiede la commissione Affari costituzionali, dove dovremmo avviare la discussione nel merito. Vedremo se ci sarà un confronto sereno sulle proposte avanzate da me e da Scalfarotto di Italia Viva».
E il Pd, a quel punto, che fa? Rischiate di ritrovarvi in un cortocircuito niente male…
«Il Pd ha incaricato il senatore Giorgis di mettere a punto un altro testo, che ancora non è pronto. Il mio non viene ritirato. Sono pronto a ragionare con tutti nel merito, cosa che finora non è stata fatta. Sull`antisemitismo si dovrebbe fare presto e insieme: la strage di Sidney sembra essere già stata dimenticata.


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